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Riforma Delrio tra luci e ombre

Si è tenuto questa mattina al Castello Orsini di Avezzano il convegno sulla Riforma del sistema territoriale in Abruzzo a seguito della Legge Delrio numero 56/2014, alla presenza del ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Maria Carmela Lanzetta.

«E’ un momento di grande importanza per le profonde trasformazioni territoriali nelle regioni d’Italia», ha commentato il ministro Lanzetta. «Il governo – ha aggiunto il ministro – vuole accompagnare il processo di passaggio di competenze dalle province alle ‘aree vaste’ restando molto vicino agli attori di queste riforme. Soltanto se tutti i protagonisti lavoreranno in sinergia le trasformazioni saranno indolore ed efficaci. La legge di stabilità al vaglio del governo si propone di aumentare i posti di lavoro e di evitare lo spopolamento», ha concluso il ministro.

Il convegno, a cui hanno partecipato il presidente regionale dell’Anci Luciano Lapenna e il presidente dell’Upa Antonio Del Corvo, è stato moderato dal sindaco di Avezzano Giovani Di Pangrazio.

«Avezzano – ha dichiarato il sindaco – è località centrale della Marsica, pronta ad assumere il ruolo di città-distretto, una città erogatrice di servizi per un’area vasta, baricentro di tutti i comuni, insieme ai quali promuoveremo nuove forme di governo del territorio con gli strumenti che la normativa prevede. Con la legge Delrio, la regione e i comuni avranno nuovi compiti di governo e saranno chiamati a nuove responsabilità di indirizzo politico e gestione di servizi, nel quadro di un radicale cambiamento pure determinato dal superamento delle Province come enti autonomi».

{{*ExtraImg_227148_ArtImgRight_300x223_}}«Lo scenario che si apre – ha aggiunto – è senz’altro positivo per i cittadini, che vedranno crescere il ruolo dei comuni che sono il primo e principale punto di riferimento per soddisfare le loro esigenze e trovare risposte a fondamentali bisogni del vivere civile, quali la sicurezza locale, servizi sanitari soddisfacenti e scuole sicure». «Il governo centrale deve smettere di prelevare i fondi dai comuni – ha rincarato il sindaco – che non sono un bancomat dello Stato. I sindaci sono l’ultimo baluardo di democrazia, l’unica istituzione che indossa il tricolore e rappresenta direttamente la Repubblica Italiana».

«Alcune zone d’ombra della riforma Delrio, ben evidenziate dal convegno odierno, devono essere adeguate in sede di decreti attuativi, altrimenti i Comuni avranno serie difficoltà, se non saranno dotati delle necessarie risorse finanziarie, a sopportare i costi per l’erogazione di nuovi servizi, prima a carico delle province e della Regione. La riforma, inoltre, va attuata in tempi certi per evitare un periodo di limbo durante il quale le province non saranno in grado di gestire i servizi, per assoluta carenza di risorse, e i comuni non potranno, parimenti, gestirli per mancanza di delega normativa». «Un ulteriore problema – ha concluso Di Pangrazio – si pone sui dipendenti che devono agire con più coinvolgimento ed essere messi in grado di poter affrontare questo difficile periodo economico con maggiore tranquillità. Il quadro normativo attuale è, su tale aspetto, confuso, indeterminato nei tempi, troppo complesso e farraginoso, e va senz’altro integrato e corretto».

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