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#BeOne: cocktail di musica, arte, installazioni e Vj set

«Un ambiente presentato non come luogo asettico e mono-orientato, ma come territorio della contaminazione, dell’esperienza multisensoriale e del “libero transito”, dove al vedere si aggiungano l’ascoltare, il toccare, l’odorare, così da arricchire attraverso tutti i sensi la conoscenza dell’arte». (Celant)

Coinvolgere elementi della realtà nell’arte e quelli dell’arte nella realtà, moltiplicare il coinvolgimento sensoriale, stupire, disorientare, importunare.

All’orizzonte i contorni di una nuova avventura con personaggi nuovi, spiagge già calpestate e familiari ostelli, un tuffo nelle acque di un mare ancora da finire di esplorare, prima di perdersi nell’orizzonte e immergersi completamente per iniziare il tanto atteso viaggio.

Un viaggio che è una traccia visiva e sonora, fatta di fulgori ovattati, di un nitro con un sottile ritmo percussivo e un lento spurgo di synth che la modellano e che ne fanno poi il vero e proprio leitmotiv della vita, colonna portante che non si sarebbe potuta sviluppare se non seguendo queste direttrici con una particolare attenzione alle forme , a volte speziate, altre volte semplicemente rinvigorite da qualche comunque timido, studiato, accenno di elettronica. Sorretti da una struttura invisibile eretta dalla delicata semplicità di chi sta mettendo anima e corpo nella propria ricerca , modellando una materia totalmente libera da vincoli e parametri di giudizio assoluto.

Esperienza, quella di “Grange” che esplode dentro e tesse fuori, fatta da suggestioni bilanciate da quella non caratteristica introspezione che rende il tutto più crepuscolare ed elegante, accompagnata da una linea vocale melodica fulminea a tal punto da provocare una sensazione di vertigine e spaesamento.

Decantazione che non purifica completamente ma che inevitabilmente magnetizza, è lo step costante che ci riporta ai giorni passati per sceglierne la reminiscenza preferita e inserirla in un ricordo tangibile ma innocuo, è la navigazione equilibrata tra ondate melodiche e riverberi nostalgici, è il rifugio altrove che si vorrebbe trovare quando il disincanto è alle porte e lo sguardo sul paesaggio si oscura, è la promessa di un’entità compatta, come un pugno chiuso, in grado di archiviare difficoltà personali e nascondere povertà esterne. Ne deriva un diffuso senso di sognante abbandono in cui la nostra coscienza viene forzatamente proiettata altrove, sensibilizzata da un immediato benessere che raggiunge l’apice senza mai risultare stucchevole o artificiale, rendendoci protagonisti di un’ esperienza estrosa ma non eccentrica e sofisticata ma mai pretenziosa.

Claudia Muzi è l’ideatrice del progetto e la scenografa delle installazioni che saranno presenti durante la serata. Carlo Carboni, Visual Artist appassionato di Motion Graphic, si occuperà del Vj Set. Lorenza Beomonte Zobel, studentessa di medicina ma anche appassionata di fotografia, si occuperà di foto e editing per la realizzazione del Photobook della serata. In questa serata assolutamente particolare e unica nel suo genere la parte musicale sarà curata dai resident del Be One. Questa la line up di sabato 20 dicembre: MARCO TRIVELLONI, ANTONIO BRANDOLINI (//Cenotaph Records), MARK BEAR (Perfekt Records) e MARIANO LUNADEI.

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