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Dipendenti dell’ex Eridania in rivolta

di Lucia Ottavi

I dipendenti dell’ex Eridania di Celano, insieme alle rappresentanze di tutti i siti del gruppo Eridania Sadam, ieri mattina hanno partecipato all’udienza del Consiglio di Stato, riunita in dibattimento per discutere della vertenza “Centrale a biomasse di Campiglione (Fermo)”. Oltre che da Fermo, infatti, hanno raggiunto la capitale anche i lavoratori degli altri zuccherifici coinvolti nelle riconversioni: Jesi, Russi (RA), Celano (AQ), Castiglion Fiorentino (AR) e Villasor (CA).

{{*ExtraImg_226568_ArtImgRight_300x225_}}Le Rsu ex Sadam hanno evidenziato il motivo del presidio: «Complessivamente sono in gioco centinaia e centinaia di nuovi posti di lavoro. Si auspica che la centrale di Fermo, come quelle degli altri siti coinvolti, possa essere realizzata al più presto e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia di sicurezza ambientale».

{{*ExtraImg_226569_ArtImgRight_300x399_}}«Terminato il dibattimento tra i legali al Consiglio di Stato – ha affermato Marco Iacutone, RSU FAI CISL – abbiamo avuto un colloquio con i legali di Powercrop e di Flai, Uila e Fai, i quali concordano con noi sulla buona impressione fatta. I giudici hanno ascoltato tutto con attenzione e i legali del comune di Fermo e della Provincia non sono stati in grado di supportare concretamente le loro deboli tesi in opposizione al progetto».

«Come per la sentenza di Russi – aggiunge Iacutone- che ha positivamente accolto le tesi di Powercrop e dei sindacati, sbloccando l’iter per la realizzazione della centrale, così auspichiamo che avvenga per Fermo, in maniera da avere un precedente favorevole se anche per la centrale di Avezzano si dovesse prospettare il giudizio del Consiglio di Stato.

La nostra vertenza, infatti, sta trovando un inutile ostacolo da parte dei politici della Regione Abruzzo, ostacolo che sta solo facendo perdere tempo e che potrebbe avere il solo risultato di far passare i 50 lavoratori dell’ex zuccherificio di Celano, dalla situazione di cassa integrazione straordinaria a quella di mobilità, che comprometterebbe definitivamente la possibilità di essere ricollocati a lavoro, nel momento in cui la centrale verrà autorizzata».

{{*ExtraImg_226570_ArtImgRight_300x225_}}«Ringraziamo – conclude Iacutone – il gruppo Maccaferri ed i sindacati nazionali per non avere abbandonato il progetto e continueremo la battaglia contro la politica e la burocrazia, che rappresentano i veri problemi dell’Italia di questi ultimi anni».

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