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‘Città, piani, persone, esperienze’

di Claudia Giannone

Presentato, presso l’Aula Consiliare del Comune dell’Aquila, un particolare volume scritto dal professor Giovanni Crocioni, originario di Bologna e legato in modo molto forte al capoluogo abruzzese: “[i]Città, piani, persone, esperienze: diario di viaggio nelle fatiche, nei paradossi e nelle speranze dell’Urbanistica Italiana[/i]”. Opera, dunque, di un urbanista, composta però senza un linguaggio specifico in materia.

Diversi gli aspetti trattati nel libro, diversi i commentatori dello stesso: Fabrizio Marinelli, Angela Marino e Giorgio Piccinato, che oggi ha espresso il proprio pensiero attraverso una nota, non essendo fisicamente presente all’incontro. A dirigere l’intera conferenza, il consigliere Piero Properzi, che illustra ampiamente l’opera prima dell’autore stesso, avendo seguito i lavori man mano.

«Il libro non è di carattere urbanistico – ha affermato – ma ha un taglio molto più piacevole: riguarda l’attività di chi fa piani, non di chi li critica. L’attività di Crocioni è iniziata proprio qui con il Piano Regolatore del ’75: un piano destinato non a coprire gli interessi e le conflittualità, ma a risolverle».

Un lavoro, dunque, iniziato per l’urbanista proprio nella città dell’Aquila. È egli stesso ad affermarlo, nel corso del proprio intervento. «L’Aquila è la prima città importante in cui ho lavorato. È stato un passaggio di grande rilievo a livello personale, perché proprio qui ho capito che questo mondo avrebbe rappresentato il mio lavoro».

Per quanto riguarda, invece, il volume in sé, l’autore spiega quelle che sono state le motivazioni che lo hanno spinto a mettere su carta un’esperienza così importante come quella vissuta con il Piano del 75’. «In questo libro, ho cercato di dare conto di un lungo percorso professionale, oltre che accademico. Ho iniziato a lavorare nel ’68 e ho quindi seguito tutto il lungo ciclo dell’urbanistica italiana. Ho avuto il privilegio di lavorare in molte città italiane e ho visto i cambiamenti del Paese e delle singole città in base alla politica e all’amministrazione. Ho ritenuto opportuno dare una testimonianza di questo percorso».

Un Piano Regolatore, dunque, che manca dal lontano 1975. Presenti alla conferenza i consiglieri che lo adottarono: Giampietro Berti, Franco Cicerone, Pasquale Corriere, Antonio Falconio, Romano Ferrauto, Lucio Frammolini, Luigi Isicrate, Antonio Mazzotta, Ludovico Nardecchia, Francesco Rossi, Paolo Scopano, Errico Centofanti, Andrea Tarquini, Biagio Tempesta, Marcello Verderosa e Nando Zugaro.

«Un Piano – ha affermato in conclusione Crocioni – dovrebbe essere rifatto entro dieci o quindici anni».

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