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Galà della Lirica, Avezzano rinasce e riscopre

di Gioia Chiostri

Un fil di rame, suadente, ricamato dalla passione verace dell’appartenenza alla stirpe umana del sentire e del provare, intrecciato al fil di ferro della tenacia, dell’adrenalina e della scintilla della misericordia. Si fa perché si deve. Si danza con la voglia perché, fortunatamente, la si ha. Amore e affinità sul palco del Teatro dei Marsi, nella fredda serata dell’8 dicembre appena trascorso, festa religiosa dell’Immacolata Concezione. È esplosa la magia del bel canto sotto le piume delle ali di una causa benefica. L’associazione culturale marsicana Adsumus Quoque, in collaborazione con la banca BNL (Gruppo BNP Paribas – Agenzia di Avezzano), sotto l’onnipresente egida comunale, ha dato vita ad un evento più unico che raro. Un concerto, incoronato da alcuni fra i più illustri artisti nel panorama musicale nazionale odierno, ha rispolverato un desiderio antico: quello di far arte per far del bene. La Ricerca è stata, senza dubbio, la Stele di Rosetta della serata. Il direttore della Raccolta Fondi Telethon, Alessandro Betti, con la sua presenza e il suo profondo riconoscimento, ha dipinto l’evento del tono della necessità. I marsi, rappresentati da alcune istituzioni sedute in platea, fra cui il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, il presidente del Consiglio comunale, Domenico Di Berardino e l’assessore al sociale della città di Avezzano, la dottoressa Patrizia Petricola, hanno gustato un momento celebrativo sensazionale: note ricche, forti e raccontanti.

{{*ExtraImg_226370_ArtImgRight_300x223_}}Si è consumato fra le pareti dell’edificio della cultura avezzanese, il secondo Galà della Lirica: «Un evento senza dubbio di grande spessore sociale e culturale che ha dimostrato, ancora una volta – spiega il presidente dell’Associazione madrina della manifestazione, il dottor Antonio Di Legge – come nella nostra Marsica si possano costruire occasioni di incontro di questo tipo, baciate dalla voglia di rendersi utili per l’altro».

Scopo della serata, di fatti, la raccolta fondi per la madre delle cause benefiche, la vitalissima Telethon. Tutti i partecipanti alla serata solidale hanno, di fatti, contribuito alla ricerca, attraverso l’acquisto del biglietto dello spettacolo. «Positivo, quindi, il bilancio di una notte di grande charme, dove, re e regina sono stati, senza dubbio, la musica nei suoi vari aspetti, e l’amore per la vita, mistico motore di ogni uomo di valore», afferma ancora il presidente. Quando un territorio offre la sua anima, quando calunnia la materialità di una becera lotta alla sopravvivenza politica e si lascia cospargere dai suoni della passionalità umana, allora si vince. Si vince perché l’uomo ritrova sé stesso e lo fa cantando, piano, una melodia ancestrale, quella dell’inno ad un domani più umano.

Sullo sfondo, l’onnipresente Banda della Polizia di Stato, un abbraccio di miele vibrato su corde, fiati e tasti, che ha accompagnato tutte le incalzanti esibizioni. Applausi calorosi per la star della serata musicale, il sassofonista di fama internazionale Federico Mondelci, direttamente da San Pietroburgo, il quale ha deliziato i presenti con sinfonie uniche ed esaltanti. Symphnic Overture di Barnes, Four Pictures from New York, del Molinelli, Cavalleria Rusticana: sono solo alcuni attimi del gran galà dei momenti musicati.

{{*ExtraImg_226371_ArtImgRight_300x402_}}Filo d’oro della serata, le musiche piroettanti suonate dal complesso bandistico della Polizia di Stato, diretto dal maestro Maurizio Billi, un vero pioniere della bella musica. Per lui, seconda esibizione di fronte al popolo marso e, vicendevolmente, per il popolo marso, seconda emozione di vivere intensamente un viaggio musicale senza pari grazie alla sua vivissima bacchetta comunicante. «Stasera abbiamo dato luogo ad un concerto straordinario grazie alla presenza di artisti davvero brillanti, come le Voci Italiane dell’Emsemble, costituito da artisti appartenenti al coro dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia e il grande musicista Federico Mondelci, un sassofonista che io stimo moltissimo e che conosco da anni. Avezzano è una città che ha sempre trovato un posto nel mio cuore». Il Maestro Billi, grande professionista di fama nazionale, ha allietato la serata con la sua indiscussa arte nel saper dirigere armonie. «Questa sera – ha affermato – ho auspicato davvero che la Musica fosse intesa come uno strumento di pace. Spero che la nostra esibizione aiuti la ricerca, la quale rappresenta, a volte, davvero l’unica arma buona capace di salvare vite umane. Non v’è nulla di più meraviglioso per l’uomo dell’aiutare un suo pari che non ha avuto la sua stessa fortuna in vita».

Battiti di mani e di cuori, inoltre, per le attese e applaudite voci perlacee dell’Ensemble dell’Accademia Nazionale Santa Cecilia, composto dai soprani Masha Carrera, Maura Menghini e Patrizia Roberti, dai mezzosoprani Flavia Caniglia e Antonella Capurso, dai tenori Massimo Iannone e Massimiliano Tonsini e dai baritoni Carlo Riccioli e Massimo Simeoli. Loro la fede in un mondo mitigato e migliorato dalla musica e dalla sua forza spirituale. «L’emozione è stata grande – commenta a caldo, dopo una magistrale esibizione, Massimo Iannone, membro delle Voci Italiane – Questa occasione artistica è importantissima. Si dà corpo, in fondo, ad un atto di solidarietà attraverso le dolci note della nostra musa ispiratrice, la Musica. Durante la nostra carriera, abbiamo sempre avuto un occhio di riguardo per la messa in pratica della beneficenza ed oggi più che mai questo nostro monito diventa reale. Questa sera, è avvenuto il nostro debutto ufficiale con la banda dei fiati del complesso della Polizia di Stato: non possiamo che essere felicissimi della riuscita della serata. Mi piace molto, in questi casi, parlare di vibrazioni e di armonie di anime: abbiamo vibrato tutti assieme, stanotte. Se io e i miei colleghi, nel nostro piccolo, siamo riusciti, stasera, a portare anche solo un chicco in più nella vasta cesta dei doni solidali, non possiamo che esserne orgogliosi. La musica parte vibrando dal cuore e, il cuore, credo davvero che sia la cosa più bella che l’essere umano possieda: questo è ciò che ci distingue da tutto il resto, perciò ben venga la Lirica e la sua energia prorompente».

{{*ExtraImg_226372_ArtImgRight_300x402_}}Serata incantevole sotto tutti i punti di vista, sia umani che artistici e cadenzata in maniera eccelsa dalla nota madrina di Telethon – professionista stimata nel campo del giornalismo e della televisione – la dottoressa Paola Zanoni, elegantissima nei suoi due abiti da grand soirée. «Una notte musicale che mi ha stupito tanto, soprattutto la spettacolare esibizione della Banda della Polizia di Stato. – queste le sue parole a margine della serata conclusa – Un direttore d’orchestra, il maestro Maurizio Billi, che ho sentito per la prima volta e che mi ha rapito davvero uno lembo dell’anima. Questa sera, in platea, tante le istituzioni presenti, a riprova del fatto che la ricerca unisce sempre e non divide mai. In prima fila, il Questore di L’Aquila, Vittorio Rizzi, figura esemplare per tutto il territorio marsicano e non solo, che ha inteso dare un messaggio di vicinanza alla popolazione attraverso la sua presenza». Una vibrazione piena e gonfia, quella dell’esibizione dell’Ensemble Voci Italiane. Un’energia che ha donato ai presenti il gusto del bel canto misto all’ascolto di un racconto di note mirato alla solidarietà.

«Chi fa, come noi, il mestiere dell’artista – aggiunge, Massimiliano Tonsini, membro anch’egli della compagine di voci – ha un privilegio straordinario, ossia quello di poter donare delle emozioni. Oggi, abbiamo inteso dare un grande intreccio di umori diversi, seppur tutti positivi, per uno scopo benefico di nobilissima qualità. Raccogliere fondi per aiutare la ricerca scientifica ad andare per la sua difficile strada, ossia la tentata cura di malattie ad oggi ancora incurabili, è un fine estremamente alto, ma anche lo stabilire un flusso di emozioni fra noi sul palco e il pubblico in sala è stato un traguardo raggiunto bellissimo. Non è la prima volta – aggiunge ancora – che capito nei pressi della città di Avezzano. Mi ricordo di aver fatto un concerto proprio in questa città all’incirca vent’anni fa e, inoltre, per un breve periodo della mia vita, l’ho attraversata spesso poiché, allora, avevo l’abitudine di trascorrere le vacanze fra Collelongo e Villavallelonga. Abbiamo dato voce a dei contributi musicali che vanno dal repertorio più propriamente classico-operistico ai colori del Tango di Piazzolla; la possibilità di riuscire a coinvolgere palcoscenico e platea in un flusso emotivo che ha come scopo un qualcosa di fondamentale per tutti noi, è stata, questa sera, la vittoria più grande».

{{*ExtraImg_226373_ArtImgRight_300x223_}}I giovani avrebbero senza dubbio gradito la magnifica esibizione consumata ed accesasi all’interno del Teatro dei Marsi di Avezzano. Eppure, la musica classica ha da sempre innato quel capriccioso senso di lontananza dal galoppo del reale. «Eppure – continua l’artista – davvero è una musica per tutti e per sempre. Come i grandi classici dei grandi gruppi rock, di cui io ero e sono ancora un grandissimo estimatore e musicista, anche la Lirica è intramontabile. La musica o è bella o è brutta: al suo interno non ha etichette di sorta. Inoltre, la musica classica, soprattutto quella vivente come può essere l’Opera, arriva direttamente al cuore; senza dubbio è un linguaggio un po’ vetusto, ma io consiglio sempre di ascoltarla: bisogna permettere ai bambini e ai ragazzi di avvicinarsi ad essa con semplicità e non col pregiudizio di stare per addentrarsi in un tempio sacro».

«Io sono 15 anni che presento eventi targati Telethon – chiosa la presentatrice Zanoni – e ne sono entusiasta perché sono sempre stata vicino allo spirito di manifestazioni di questo calibro. Il progetto Telethon è una luce che abbraccio da sempre; un onore per me riconfermarmi sua voce».

Beneficienza, solidarietà, arte, musica, ricami di soddisfazione. Ma anche il baule mai chiuso a chiave dei legami intessuti coi luoghi del passato. La città di Avezzano, culla di cultura, talento, emozioni e, soprattutto, idee cesellate dall’altruismo, sembra essere stata la casa antica di molti. Non ultima, Paola Zanoni, che ha ricordato, durante la serata, il suo legame strettissimo con la cittadina marsicana: «Io ho avuto, per la durata di quattro anni, mia madre ricoverata presso un Istituto sito a Lecce Dei Marsi. Mi sono sempre sentita a casa, in Abruzzo, tant’è che spesse volte dico scherzando che mi manca solo la cittadinanza onoraria per completare il rapporto d’amore. Io, in fondo, sono stata colei che ha creato e revisionato il Festival del Cinema di Vasto: assieme a Franco Mariotti, di Cinecittà, abbiamo deciso di dargli nuova vita. Vorrei continuare a far arte per L’Abruzzo: non lo lascerò mai perché mi ha dato tanto e continua a darmi tanto».

Sempre troppo semplice sembra la salita del sociale: si sale solamente con lo spirito, in fondo. Eppure, il sociale, dovrebbe avere, quand’è che funziona, una goccia di sudore sulla fronte: sociale significa impegno; la solidarietà, attivismo. Il Galà della Lirica? Un abile mantello che ha racchiuso tutto questo.

Galà della Lirica, l’esibizione

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