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Mensa, il Comune cerca risposte

«Il rischio di un’ interruzione del servizio mensa universitario, desta in noi grandissima preoccupazione. Questo il grido d’allarme diffuso a mezzo stampa da Emanuela Di Giovambattista, Assessore alle Politiche Universitarie e Stefano Palumbo, Consigliere comunale delegato allo sviluppo del polo universitario di Roio.

«Il Comune dell’Aquila, infatti, ha da tempo la piena consapevolezza dell’indubbio valore strategico che lo stesso rappresenta per la nostra città, in termini di crescita economica oltre che di prestigio, tant’è che abbiamo, negli ultimi tempi, messo in campo una serie importante di iniziative: abbiamo firmato una convenzione con l’Università per intraprendere una serie di attività comuni; stiamo lavorando sulla ricettività studentesca, con la pubblicazione di un bando per carpire l’interesse verso alloggi del fondo immobiliare ad affitto concordato; abbiamo costituito un tavolo permanente sulla mobilità e, non ultimo, avviato una discussione con i vari interlocutori politici allo scopo di convocare presto un Consiglio comunale straordinario sull’Università».

«Tutte iniziative che denotano la volontà di questa Amministrazione di coltivare e far crescere questo indubbio patrimonio rappresentato dal nostro Ateneo. Crediamo, pertanto, che lo stesso debba essere fatto dalle altre Istituzioni pubbliche allo scopo di mantenere viva l’Università aquilana. Non potevamo quindi restare inerti rispetto al rischio di chiusura di un servizio essenziale, per gli studenti della nostra Università.

Nonostante le loro legittime proteste, a cui sono seguiti diversi incontri con i vertici regionali, all’Aquila, il servizio mensa universitario rischia, infatti, l’interruzione per diversi mesi, con tutte le inevitabili ripercussioni negative».

Una situazione inaccettabile, per la quale l’ADSU dell’Aquila è chiamata a trovare soluzioni immediate e non cavilli giuridici dietro i quali nascondere le proprie responsabilità.

In gioco ci sono, infatti, i diritti degli studenti, iscritti all’Università dell’Aquila inoltre ed il futuro di decine di lavoratori che vedono all’orizzonte lo spettro del licenziamento.

Tra l’altro, delle 4 mense attualmente in funzione, almeno per quelle a servizio della facoltà di Roio e della caserma Campomizzi si può parlare senza alcun dubbio di una prestazione indispensabile e non derogabile.

Di fronte a queste stringenti necessità, la motivazione addotta dall’ADSU di non poter garantire la continuità del servizio, a causa dei lunghi tempi necessari a bandire una gara di evidenza europea e l’impossibilità a coprire i mesi scoperti attraverso altre procedure di gara, appare debole e incomprensibile, tanto più che, in condizioni analoghe, altri soggetti interpretano ed applicano le disposizioni del codice degli appalti in maniera diametralmente opposta. Tra i tanti, un esempio decisamente calzante è rappresentato dall’ASL dell’Aquila che, come appreso da una puntuale inchiesta giornalistica della testata News-Town, da 3 anni assegna la fornitura del servizio ristorazione per i propri pazienti attraverso trattativa privata sempre alla stessa azienda, in attesa dell’espletamento della gara europea bandita nel lontano 2011.

«Quindi, da un lato l’ASL n.1 usufruisce reiteratamente della possibilità di derogare dalle disposizioni europee in materia di affidamento di servizi, dall’altro l’ADSU dà un’interpretazione restrittiva delle stesse norme, relegando in secondo piano l’interesse collettivo dei propri utenti».

«Delle due, l’una: la ASL eccede nell’utilizzo di qualche strumento normativo, o è l’ADSU ad essere inadempiente rispetto ai propri doveri amministrativi?

Pur nel rispetto della piena autonomia amministrativa e gestionale delle Aziende Regionali, riteniamo che queste domande meritino una risposta da parte degli interessati ed un approfondimento da parte dell’amministrazione regionale. Non si può soprassedere su questioni così importanti che coinvolgono migliaia di utenti, ancor più quando si parla di studenti, vero patrimonio cittadino».

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