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Protesta silente al Tribunale, «Ridatemi mia nipote»

Da tre giorni protesta in silenzio davanti al tribunale di Sulmona contro la decisione del giudice di ridurle il permesso di far visita alla nipote disabile.

«Andrò avanti così fino alla morte – spiega la donna – non è giusto che mi impediscano di vedere mia nipote che ha bisogno di me».

All’origine della protesta ci sarebbe la decisione del giudice di ridurre il permesso delle visite alla zia: da una volta a settimana a una volta al mese.

«Non mi darò pace finché non riavrò mia nipote a casa, dove c’è una persona che le vuole bene e vuole occuparsi di lei». Due anni fa il tribunale di Sulmona, a seguito di una perizia sulla giovane, 32enne con problemi di autismo, decise che si trattava di un soggetto «anaffettivo» e che aveva bisogno di cure specialistiche che non poteva ricevere a casa.

Di qui la decisione di confermare il ricovero presso un istituto privato, come era stato deciso dalla sorella che è anche tutrice della disabile. Un ricovero al quale si era opposta la zia che l’aveva tenuta con sé per un anno dopo la morte dei genitori.

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