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Castelli di Natale 2014, un tributo ad Enzo

di Roberta Galeotti

Castelli di Natale 2014‘, dopo 13 anni, la prima edizione senza il sindaco De Rosa.

Ho conosciuto Enzo De Rosa due anni fa e ho vissuto con grande intensità la sua emozione nel presentarmi, l’8 dicembre 2012, la piazza di Castelli illuminata dal grande albero di Natale in legno addobbato con le palline di Natale in ceramica.

Castelli di Natale, nata da un’idea di Enzo De Rosa nel lontano 2001, era già diventata un’istituzione ed aveva visto passare sui cartelloni del piccolo borgo, incastellato alle pendici del Gran Sasso, fior di nomi dello spettacolo italiano.

Enzo De Rosa era un uomo illuminato, un precursore dei tempi, un simpatico ed eclettico pittore; un sindaco e padrone di casa accogliente e gioviale che ha saputo dare nuova vita ad un piccolissimo paese abruzzese, da anni assopito sotto l’occhio amorevole del Gran Sasso.

Appassionato di ceramica, come solo un abitante di Castelli può essere, Enzo aveva saputo dare un nuovo impulso ai ceramisti facendo nascere produzioni speciali di nuovi oggetti d’arte, come le palle di Natale, o come le chicchere e il decanter, riscoperti dal passato.

Raccontava, infatti, d’aver rinvenuto in studi storici che nel Medioevo il vino veniva offerto dai grandi signorotti in decanter di ceramica, capaci di mantenere la temperatura costante, durante i lunghi banchetti. Così il borgo abruzzese aveva ripreso la moderna produzione dei bellissimi decanter in ceramica, decorati a mano.

Sempre dai suoi studi approfonditi, aveva riscontrato che la cioccolata calda nei lussuosi palazzi d’Italia, veniva servita alle dame golose in ‘Chicchere’ di ceramica realizzate e pazientemente decorate dagli artisti di Castelli e vendute in tutto il mondo.

Così in quel lontano Natale 2012 aveva organizzato una degustazione di cioccolata calda per lanciare le nuove Chicchere in ceramica.

Oggi, il comune di Castelli ha diffuso alla stampa il calendario degli eventi della nuova manifestazione 2014 e non ho potuto non notare quanto poco calore umano emanasse quell’insieme di parole. Non trapelava emozione, nè rammarico per una perdita così grande; non si omaggiava il grande sindaco artista, nè si raccontavano le sue appassionate scoperte.

Ho trovato tutto questo triste, profondamente inopportuno e, perchè no, ingrato.

Enzo, che lo si ammetta o no, è stato per Castelli un grande sindaco.

Molte, troppe cose oggi mi sfuggono delle tante che Enzo mi ha raccontato in questi due lunghi anni mostrandomi la sua cittadina, o facendomi visitare il museo delle ceramiche di Castelli, o il liceo d’arte, o il belvedere sul Gran Sasso… magari con una chicchera di cioccolato caldo in mano e il suo grande sorriso sincero…

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