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Sisma, Pezzopane: «Sugli emendamenti bocciati battaglia in Senato»

«Il Pd deve rivendicare con orgoglio il risultato che siamo riusciti a portare a casa con la legge di Stabilità: risorse certe fino al 2018 per la ricostruzione. Una programmazione inedita fino a questo momento per il post sisma dell’Aquila, che mai nessun governo era riuscito a garantirci. Ad eccezion del governo Letta, con gli emendamenti inseriti nel decreto emergenze, nessun altro prima di Renzi aveva mai programmato risorse certe per il cratere. Questa Legge di Stabilità rappresenta una svolta. Un risultato che va rivendicato a testa alta, perché è frutto di un lavoro incessante, di mesi di trattative con il governo». Lo dice la senatrice del Pd Stefania Pezzopane, eletta in Abruzzo.

«La conferenza stampa di qualche giorno fa presso la Regione – continua Pezzopane – non può essere equivocata. In quella sede sono stati illustrati i risultati parziali ottenuti ai deputati Pd. E su quello che manca sono ora mobilitata io in Senato. So bene che nella Legge di Stabilità ci sono ancora lacune da colmare e mi riferisco agli emendamenti che non sono passati in Commissione Bilancio alla Camera. Ho espresso il mio rammarico e il mio dissenso nei confronti delle scelte fatte a Montecitorio, ma ho anche apprezzato il lavoro di Tony Castricone, che almeno ci ha messo la faccia, a differenza di altri. Adesso toccherà a me, in Senato, proseguire la battaglia. Lo farò coinvolgendo i gruppi parlamentari e incalzando il governo, con la stessa determinazione che ho usato in passato con altri esecutivi, in stretta collaborazione con i sindaci dell’Aquila e del cratere».

«Quanto alla legge di ricostruzione – prosegue la senatrice – il discorso non è stato affatto archiviato. La bozza predisposta da Legnini è stata depositata presso la presidenza del Consiglio dei Ministri. Si tratta di un documento di partenza, che va ampliato con le numerose sollecitazioni arrivate dal territorio. Ho intenzione di presentare un testo completo. Trovo tuttavia patetico che a sollecitare la legge siano esponenti di partito che, fino a poco fa, hanno sempre osteggiato la necessità di una legge sulla ricostruzione. Lo hanno fatto opponendosi alla legge di iniziativa popolare, così come a qualsiasi altro tentativo di proposta normativa, affermando che il testo del decreto post terremoto e le successive innumerevoli ordinanze fossero esaustive».

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