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Cibarsi di Eros, Antonella Aigle svela il Paradiso

di Gioia Chiostri

Disincantare la mente, espandere le membra, battere col cervello una melodia raffinata, compiacente. Svestirsi di perché, rivestirsi di sé, rapirsi, incuriosirsi, sciogliersi dai cliché. Quando si parla di Eros, la nostra cultura cerebrale si sdoppia. La parte destra del cervello diventa un tutt’uno con le vecchie vestigia del pregiudizio, antico persecutore delle fattucchiere medioevali; mentre il lato sinistro si mescola candidamente e senza veli a quello che è l’organo più sensibile di tutti: il corpo umano.

{{*ExtraImg_225659_ArtImgRight_300x389_}}Nella splendida Martinsicuro – una goccia di vino pregiato nel mezzo di smog cittadino – esiste il regno della scrittura erotica ‘dal cuore di corallo’, poiché nonostante il bruciare di una sensazione, permane lo spirito sentimentalmente eterno del sentire, anche se il mare è in burrasca e le vele si gonfiano fatica.

L’abruzzese Antonella Aigle, scrittrice dentro da una vita, ma agli atti da soli otto mesi, ha dato alle stampe virtuali il suo primo romanzo erotico, ‘[i]In Paradiso[/i]’, nel mese di novembre 2013: una vera rivelazione. Ha scalato, giorno dopo giorno, la classifica di Amazon.it, rientrando nella top 100 dei più letti romanzi erotici d’Italia.

Da Martinsicuro al Paradiso: un viaggio costellato di prove, discese e salite, riuscite e distrazioni. Un percorso, in realtà, velocissimo, battezzato col colpo di coda del mese di settembre. Antonella Aigle ha incominciato con l’affrontare la prova dell’E-book, quasi un trampolino di lancio per molti scrittori sconosciuti ma volenterosi di emergere, che però ha quasi le fattezze di un’arma a doppio taglio: dà se c’è da dare. Dal virtuale al cartaceo, poi, il passo è stato automatico. «L’e-book in questo momento sta andando molto bene. Io entro ed esco dalla top 100 di Amazon.it in continuazione, dieci giorni fa tutti i miei tre romanzi erano nella classifica. Sulla piattaforma virtuale, di fatti, è possibile scaricare tutti e tre i volumi: ossia ‘[i]In Paradiso[/i]’, che è il primo, ‘[i]Ultima fermata in Paradiso[/i], che è lo spinn-off, e, infine, ‘[i]Il guardiano[/i]’, un racconto breve ispirato al mare: senza dubbio l’esempio più manifesto del mio genere di scrittura». Quasi un’aquila, la grinta e la determinazione di Antonella. Un’aquila che la sta sopraelevando. «Il mio stesso soprannome deriva da ‘Aigle noir’ di Barbara, un grande chansonnier francese. Tratta di una ragazza che ha perso il proprio padre. Per me quasi uno specchio, visto che fui protagonista della stessa ferita graffiante».

{{*ExtraImg_225660_ArtImgRight_300x225_}}Antonella Aigle, al secolo Antonella Ricci, bellissima e spumeggiante 42enne abruzzese, dal sorriso profondo e dagli occhi sorridenti di vita, oltre a cibarsi e cibare di Eros, fa la fiorista. Dietro le sue spalle, la ferita mai rimarginata di una perdita fatale, quella del padre. «Quando papà ci lasciò, avevo solo 17 anni. Per me, in quella poca vita vissuta assieme, è stato tutto. Persi una parte di me in mare. Quando andò via per sempre, infatti, era capitano in Africa». Eppure, nonostante la moria degli affetti più veri e l’allontanamento della sua aquila nutrice, lei ha combattuto per sé stessa e per la sua rinascita; la sua forza tinteggiata anche dal lutto l’ha portata a reinventarsi una scrittrice di successo.

«Parlare di talento per me è quasi un paradosso – racconta emozionata a [i]IlCapoluogo.it[/i] – Fino a quattro mesi fa, io, narrativamente, non esistevo. La mia storia ‘cartacea’ è incominciata tardi: un giorno, dopo il lavoro, mi sedetti, chinai la testa sul mio pc dallo schermo vuoto e pallido ed incominciai a inanellare una dopo l’altra tutte le parole che avevo sempre pensato ma che non avevo mai scritto. Quando penso all’atto erotico – dice ridendo – dico sempre che per me rappresenta un po’ la necessità di sfamare la bestia che si porta dentro. Spesso, si fa finta che essa non ci sia o che, peggio, non abbia mai fame. Ad un certo punto, però, esce fuori ed è in quell’attimo che davvero conosciamo finalmente noi stessi».

{{*ExtraImg_225661_ArtImgRight_295x395_}}Il primo romanzo della Aigle, ‘In Paradiso’, l’ha consacrata scrittrice erotica d’Abruzzo e incoronata penna di successo. Locus amoenus della prima storia, una vigna, «la quale esiste realmente, anche se ne taccio il nome autentico – racconta – Ho scelto di ambientare l’Eros in una vigna perché volevo che l’uomo, e soprattutto la ‘mia’ donna, ritornassero alla natura. Mi piaceva l’idea che i miei protagonisti si fossero conosciuti dapprima in un hotel e che poi lui, Gerald, per far conoscere alla sua amata la sua vera essenza, la conducesse con sé nella vigna, sua ‘casa’ d’origine. Da divo pornografico si metamorfosa nell’uomo dei sogni di lei. Ne ‘In Paradiso’, c’è l’Abruzzo con i suoi colori, una nonnina che cucina e che porta avanti le tradizioni regionali e l’accoglienza tipica e intramontabile del popolo abruzzese. Dietro la maschera di Gerald, c’è altro e lui decide di darlo ad una donna. Ho maturato questa mia prima storia per un gioco del caso. Stavo sistemando le camere di un hotel in previsione della riapertura estiva, proprio a Martinsicuro. La molla fu questa domanda che, d’improvviso, mi balenò nella mente; mi chiesi: ‘chissà quante storie vengono vissute in queste camere d’albergo?’. Era il mese di maggio 2013. Nella prima settimana, buttai giù i primi sei capitoli di quello che crebbe poi come il mio romanzo d’esordio. E, di fatti, il mio primo libro incomincia proprio con una scena consumata in una camera d’albergo. Scritta la mia prima storia, scelsi di farla leggere e correggere alla mia professoressa di italiano delle scuole superiori. Provengo da una scuola per ragionieri ed avevo anche il mio bel 5 nelle materie letterarie. Lei mi fece i complimenti e mi spronò a proseguire. Ricordo ancora le sue parole d’apprezzamento, scolpite nella mia testa: mi disse che il mio libro non era volgare. Grazie a lei ho spedito il mio manoscritto a varie case editrici – ne selezionai, fra quelle che trattano il genere erotico, una ventina. Il 20 di ottobre 2013 spedii ‘mio figlio’ alla Damster Edizioni Modena; il 4 di novembre uscì l’e-book; l’8 novembre era già al primo posto nella top 100 di Amazon.it».

{{*ExtraImg_225662_ArtImgRight_300x293_}}Banale l’accostamento fra la sua mini-rivoluzione, portata all’interno di un Abruzzo a tratti ancora ‘chiuso’, che lei stessa però definisce «regione più bella d’Italia», e la rivoluzione messa in atto dal best-seller ‘[i]50 sfumature di grigio[/i]’. Le due trasversalità, nonostante dipartano da una presa di coscienza simile, ossia il voler togliere la polvere del silenzio dal piacere poliedrico, approdano a due mete un poco dissapori. «In 50 sfumature, abbiamo il classico bello impossibile che, alla fine, dopo varie vicissitudini, si innamora della ragazza vergine. «Questo – spiega Antonella – nell’immaginario comune, accende molte note positive e di consenso. A me invece non interessava vendere a quel modo; io scrivo di erotismo, certo, ma cercando sempre di non perdere mai la bussola dei sentimenti: tutti i miei protagonisti vivono una grande storia d’amore, nella quale la donna, alla fine, trova sempre quello che cerca, che sia lo schiaffo o la carezza».

Nella vita di tutti i giorni, Antonella Aigle, è mamma di un bel ragazzo di 15 anni, una moglie indaffaratissima e una donna che non ha paura di mettersi a nudo: «scrivo di Eros, è vero, ma brucio il sugo nella pentola come capita a tutte!».

{{*ExtraImg_225663_ArtImgRight_300x429_}}Un successo, quello della scrittura, giunto come una stella cadente la notte precedente di quella dedicata a San Lorenzo che le ha cambiato i connotati della vita. «Faccio sempre il raffronto metaforico con lo stappare una bottiglia di spumante. Sicuramente, parte della forza e della libertà di espressione, mi deriva dal bellissimo rapporto, quasi ossigeno puro per me, che ho da trent’anni a questa parte con l’uomo della mia vita, mio marito. Lo conobbi all’età di 13 anni e senza di lui davvero non saprei vivere».

La scelta del nome ‘Paradiso’, che è a tutti gli effetti un fil rouge che lega il primo al secondo ‘episodio’ di una saga che innamora, è avvenuta per un motivo molto quasi trasparente: «se riesci a sposare la donna o l’uomo che ami e a crescere amorevolmente il frutto del vostro amore, cioè i figli, non esiste Paradisio migliore. Il Paradiso, a mio avviso, è quello che riusciamo a costruirci in terra».

{{*ExtraImg_225664_ArtImgRight_296x394_}}Le storie della Aigle rassomigliano ad una mela rossa integra e bella matura. In essa, convive la metà del Romanticismo – in quanto in ogni suo libro si vivono emozioni sentimentali forti, innamoramenti intensi e passioni sincere – e la metà dell’Erotismo, il quale «è – ci tiene a precisare – una parte fondamentale di qualsiasi relazione d’amore. Io scrivo d’amore, indipendentemente dal sesso dei protagonisti. Ad esempio, recentemente, ho scritto anche dei racconti aventi come oggetto e soggetto dei rapporti omosessuali: ebbene, l’amore è amore, sempre e comunque. L’Eremita, infatti, è il mio primo racconto steso su questa nuova falsariga, presente in ‘Arcani maggiori vietati ai minori’, curata da Vittorio Xlater, generato nel settembre del 2014».

Scrivere, ma anche parlare di eros, molto spesso si riduce a doversi scontrare con un tabù, sciocco e millantatore. Antonella ha scardinato queste tende spesse su di un mondo fatto di libertà d’espressione. «Purtroppo – dice – ci è stato insegnato dai nostri avi e dai nostri retaggi, sia genitoriali che religiosi, che il sesso è qualcosa di sporco. A mio avviso, ogni persona dovrebbe sentirsi inquadrata in un rapporto che la soddisfi completamente. Se nella coppia c’è consensualità, perché non immergere sé stessi in un oceano di voglia di esprimersi completamente? Non c’è alcuna richiesta da ingoiare dentro di sé perché per ‘gli altri’ forse risulta essere troppo ‘oltre’. L’oltre è qualcosa che ci auto-poniamo; una gabbia che costruiamo con le nostre stesse paure: se c’è condivisione, l’eros esprime tutta la sua rispettosa magia. L’importante è che la propria libertà finisca laddove incomincia la libertà altrui, altrimenti è un altro paio di maniche, quelle veramente sporche di un atto di violenza. Io stessa mi sono voluta confrontare, nel mio quarto libro, con una storia di abusi sulle donne. La scena con la quale si apre il racconto, vede stesa a terra una donna che è stata massacrata di botte».

{{*ExtraImg_225665_ArtImgRight_300x400_}}Lo spin off di ‘In Paradiso’, intitolato ‘[i]Ultima fermata in Paradiso[/i]’, ripropone gli odori e i colori della vigna di casa, con una differenza: «Qui c’è davvero il seme della famiglia. Abbiamo un padre, Carlo, fiancheggiato dalla sua bellissima moglie, una quarantenne che all’età di 15 anni subì una violenza sessuale. Il loro primo figlio, di fatti, non è frutto del loro amore, ma di quella barbara costrizione subita. C’è, quindi, una donna 40 anni che vuole essere madre, moglie, ma, soprattutto, amante fra le quattro mura della sua camera da letto, arrivando anche a farsi legare per il senso estremo del piacere. Il marito, invece, è un uomo di polso». Questo secondo figlio, edito sempre dalla Damster edizioni Modena, è stato presentato, grazie a Mimmo Minuto, al Salone Internazionale del libro di Torino. Una rivelazione anche questa, con presentazione mediata da Alessandra Bazardi. La seconda storia, molto articolata e vissuta da più protagonisti principali, «è – afferma la scrittrice – un po’ più romance rispetto al primo libro. Qui ci sono emozioni forti, che strappano, però c’è anche molto senso della famiglia». Tutto è incominciato, anche qui, per una sorta di epifania alla Montale. «Stavamo mangiando la pizza e, al tavolo vicino al nostro, arrivò un ospite inatteso. Per fargli posto, ricordo che si aggiunse al tavolo una sedia in più: questa è stata la mia seconda molla, l’idea per il mio secondo romanzo. Nella storia, Giovanni, il primo figlio, si innamora di Adele, ragazza disperata che, per un po’ d’affetto, per poco non è giunta a prostituirsi. In Adele, c’è tanta sofferenza; quando fa l’amore è muta. Col tempo, però, Giovanni riuscirà a farla gridare di piacere: Adele vive una rinascita nell’atto sessuale, spazza via le braccia lacerate del dolore ancorandosi alla sua nuova ragione di felicità».

L’Eros assume, a tratti, la forma di un triangolo di sensazioni. Sulla punta si riverbera l’apice della gioia dell’abbandono all’atto fisico. Alla base, gli angoli appuntiti del sentimento, confermano la volontà di non lasciare mai sola quella forma d’abbandono. Nell’eros si vive una seconda volta. «Adesso mi sto cimentando nella stesura di un romanzo nel quale prende vita un triangolo d’amore. Chi lo dice infatti, che la relazione sentimentale perfetta sia a due voci? La mia dose di elettricità, sicuramente, è stata l’uscita di ’50 sfumature di grigio’; è stata la molla, ma non il modello: questo invece può essere rintracciato nei romanzi di Tiffany Reisz».

La scrittrice di Martinsicuro (TE) è stata protagonista, recentemente, anche del Festival dell’Eros di Zibello (PR), organizzato da Rosalba Scaglioni, dove ha potuto ampliare la sua rete di conoscenze e contatti nel mondo dell’Eros. Sette le autrici erotiche che assieme, compresa Antonella, hanno cominciato a pensare di dar vita ad un mondo ‘riemerso’ su Internet. Federica D’Ascani, Franz Za, Rosa Boccadi, Ashara Sineddoche Amati, Camille Bordeaux, Itacchi Aspillo e Martina Mars hanno unito le forze inventando il moto femminile di ‘Le Staroccate’. Quattro di esse, inoltre, sono state anche premiate per i loro racconti erotici. «La manifestazione si è svolta al teatro Pallavicino, un edificio risalente al ‘600. Lì, ho dato corpo alla presentazione dei miei romanzi, mediata da Martina Mars. Credo che per una scrittrice come me, che parla di tabù scardinati, l’importante sia l’essere credibile». Le scene descritte dalla Aigle, sono scatti fotografici, densi, colorati. Una visione plastica di immagini, difficile da conquistare. «Mentre scrivo, riesco a snodare un filo di immagini ed eventi susseguenti».

La domanda più frequente che pongono alla scrittrice di Martinsicuro è: cosa succede nella scena seguente? «E io come faccio a saperlo? – risponde – Quando scrivo, creo. La verità è che non ne ho la minima idea; seguendo il mio istinto, pian piano, riesco a chiudere la treccia del racconto».

L’orizzonte futuro di Antonella Aigle è fatto di scalini in discesa. «Mi sto occupando di un progetto, coordinato da Valter Padovani e da Andrea Legrain. Il primo ‘soffio vitale’ di questo piano geniale uscirà il 15 dicembre. Il progetto narrativo, intitolato ‘Attimi Infiniti’, vedrà l’uscita di un racconto al mese, concentrando in un unico afflato tutti gli autori emergenti del genere dell’Eros adesso in Italia, compresa la Aigle. «In cantiere, ho anche un progetto sugli uomini, mestieranti quotidiani, che nell’Eros vedono la perla rara. In merito a ciò, cito ‘Il Guardiano’ e ‘Il Maitre’, già pubblicati. La base della mia scrittura, si può riassumere in una frase: mi piace parlare di persone intelligenti. Consiglierei alle mamme di far leggere i miei libri ai loro fanciulli adolescenti: magari mio figlio si avvicinasse al sesso in questo modo e non vedendo filmati su internet, che toccano l’amaro della pornografia, un libro non è mai pornografico».

Infine, la goccia di vino che bagna le labbra della verità più vera: «Se ad esempio ci fermassimo solo a riflettere alla mera etimologia della parola Troia, capiremmo che, in realtà, non v’è nulla di ‘scandaloso’. Essa – conclude Antonella – significa ‘donna disinibita’. Noi, però, la usiamo nell’accezione sbagliata. Invece, essa cosa rappresenta in fondo? Una donna che, semplicemente, vuole riprendersi il suo piacere. Non credete anche voi che abbia tutto il diritto di farlo?».

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