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Legge di Stabilità: una stangatina per L’Aquila

«La legge di stabilità, approvata alla Camera dei Deputati, non contiene le risposte che l’Amministrazione comunale attendeva e non accoglie nessuno degli emendamenti più significativi presentati a favore della Ricostruzione sociale e materiale della Città dell’Aquila e a sostegno dell’azione amministrativa del Comune».

E’ quanto afferma l’Assessore al Bilancio Lelio De Santis che aggiunge «Rimangono irrisolte, infatti, le seguenti questioni:

1) il Fondo straordinario, che per l’anno 2014 è stato di 24,5 milioni, riferito alle minori entrate ed ai maggiori costi a causa del sisma;

2) il Fondo di solidarietà comunale, decurtato di circa 3 milioni per un errato computo dei trasferimenti statali, che ha incluso erroneamente, anche quelli per la ricostruzione;

3) la Tasi – tassa per servizi indivisibili- sulle case E, danneggiate dal sisma ed ancora inagibili, per le quali è prevista la riduzione del 50% e non l’esenzione;

4) il personale, il cui contratto a termine scade il 31-12-2014;

5) lo smaltimento delle macerie.

L’incontro che ho avuto nella giornata di ieri, insieme al Dirigente del servizio finanziario, con il Direttore del Ministero degli interni, Gianfranco Verde, ha confermato la correttezza delle richieste del Comune dell’Aquila, ma anche la necessità che il Parlamento legiferi sulle diverse questioni e preveda le relative coperture finanziarie.

Non mi sento, pertanto, di condividere i giudizi positivi espressi di recente dagli autorevoli rappresentanti del Partito Democratico, che hanno parlato «di una stangata a metà» per i Comuni del cratere, nel vedersi tagliare i fondi solo per il 50% rispetto agli altri Comuni!

E di Legge speciale per L’Aquila si potrà parlare solo nel 2015, vanificando così, il lavoro svolto con determinazione dall’on. Legnini, che un Governo serio ed attento alla ricostruzione di una importante Città Capoluogo di Regione poteva e doveva assicurare di portare a conclusione.

C’è da augurarsi che il Governo si ravveda e consenta al Senato di rimediare, dando maggiori certezze alla ricostruzione dell’Aquila e dei Comuni del Cratere».

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