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Dissesto idrogeologico: «Approfondiremo»

«Faremo una valutazione, acquisiremo ulteriore documentazione dagli enti, oltre alle carte che già avevamo perché per fortuna molte di queste situazioni sono monitorate. Sono già state fatte ispezioni di carattere geologico. Daremo poi incarico ai nostri centri di competenza per approfondire queste situazioni». Lo ha detto il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, al termine di una giornata di ricognizioni sui luoghi di maggiore criticità dal punto di vista del rischio idrogeologico in Abruzzo.

{{*ExtraImg_225527_ArtImgRight_300x199_}}«Questa ricognizione è stata importante – ha spiegato – perché, al di là delle carte, vedere i luoghi dà l’idea dell’urgenza. Contiamo quanto prima di produrre al presidente della Regione D’Alfonso un quadro di valutazione complessiva delle criticità e ovviamente poi la partita riguarderà il presidente D’Alfonso e l’unità di missione sul dissesto idrogeologico».

«Alla luce dei sopralluoghi appena conclusi c’è fondato motivo per accelerare l’emanazione di una norma che produca lo stop al consumo di territorio», ha dichiarato il presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso, al termine del tour che insieme con il capo della Protezione civile nazionale, Franco Gabrielli e il responsabile della Struttura di missione per il rischio di dissesto idrogeologico di Palazzo Chigi “Italia Sicura”, Mauro Grassi, ha compiuto oggi su undici siti regionali “ad elevata emergenza”.

{{*ExtraImg_225528_ArtImgRight_300x199_}}«Quello che abbiamo visto – ha aggiunto D’Alfonso – è stato il frutto di anni e anni di una ‘stravaganza urbanistica‘ che molto ferite ha inferto al territorio. Agiremo subito e con immediatezza, avviando anche meccanismi di monitoraggio e controllo».

L’unico «cruccio di questa giornata importantissima – ha aggiunto – è il fatto di non aver potuto visionare, per motivi climatici, le aree di emergenza dell’Aquilano, in particolare della Valle rovetana (Capistrello, Canistro e Civitella Roveto), e per motivi di sicurezza di volo il sito di Valle Castellana, nel Teramano. Sarà mia cura organizzare a breve un altro sopralluogo nelle aree che sono rimaste fuori».

{{*ExtraImg_225529_ArtImgRight_300x199_}}D’Alfonso, il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, l’assessore Mario Mazzocca e la struttura regionale di Protezione civile hanno presentato a Gabrielli e Grassi le criticità di Caramanico, Lettomanoppello, Roccamontepiano, Chieti, Pescara, Vasto e Mosciano Sant’Angelo, tutte visitate grazie alla collaborazione del Corpo Forestale dello Stato e della società privata “Ecopetrol” che hanno messo a disposizione piccoli elicotteri per raggiungere velocemente i luoghi interessati.

Un tour che il capo della Protezione civile ha giudicato «prezioso e importante perché ci ha permesso di toccare con mano le criticità più rilevanti del territorio abruzzese».

{{*ExtraImg_225530_ArtImgRight_300x302_}}Il percorso politico e amministrativo intrapreso dalla Regione Abruzzo è partito con le indicazioni evidenziate sul tavolo nazionale del dissesto idrogeologico organizzato dalla presidenza del Consiglio dei ministri. La richiesta di risorse ammonta a circa 136 milioni di euro e nei progetti di recupero indicati dalla Regione figurano in via prioritaria gli undici siti che sono stati oggetto dell’attenzione di oggi con Gabrielli e Grassi.

«Per il futuro – ha detto il presidente D’Alfonso – dobbiamo agire su due fronti: il primo per mitigare il rischio e reagire davanti al pericolo; il secondo per dotarci di una norma che impedisca di costruire nelle aree di pericolosità e cioè nelle aree che non ce la fanno a reagire al portato di una costruzione. Di certo – ha concluso D’Alfonso – saremo molto rigorosi a rilasciare autorizzazioni a costruire».

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