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Tagliacozzo insorge a difesa dell’Ospedale

di Gioia Chiostri

Impicci e imbrogli a discapito della sanità locale, parte seconda. L’Ospedale Umberto I di Tagliacozzo, presidio ospedaliero e di primo soccorso di veterana storia e presenza, è giunto ad un punto di non ritorno. Lunedì prossimo, 1 dicembre, infatti, il servizio di ambulanza, da sempre vessillo ed emblema di una buona diramazione di cure e attenzione al territorio, verrà eliminato, ossia totalmente ‘strappato’ dalla città d’arte e ‘dirottato’ ad Avezzano. «Il taglio del mezzo si è reso necessario – spiega al Capoluogo la presidente del Comitato pro-ospedale, nonché portatrice dei più alti valori cristiani del volontariato vicenziano attivo sul territorio, la dottoressa Rita Tabacco – per una direttiva impostaci dal manager Giancarlo Silveri e avvalorata dall’assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci. Una ferita, quella della sanità dimezzata, che diventa sempre più sanguinante. Ho letto la nota del dottor Silveri sul servizio di ambulanza la notte del 27 novembre».

La nota, che ha creato non poco scompiglio in città, afferma che il servizio itinerante contro le emergenze, oggi ancora attivo a Tagliacozzo, verrà trasferito presso il presidio ospedaliero di Avezzano, andando a realizzare, in questo modo, un punto 118 unificato. «Questo diverso dispiegamento di forze complica non poco la situazione – afferma la Tabacco – dato che la veicolazione di persone diventa più delicata. Ma non è finita qui: Oltre alle ambulanze, sempre secondo il piano di Silveri & Co., toglieranno anche i medici e gli infermieri; quindi i mezzi viaggeranno accompagnati dai barellieri volontari e senza personale specializzato a bordo. Se dovesse scattare un codice leggero, chi è che si muoverà sul mezzo di soccorso d’emergenza, sarà solo ed esclusivamente il volontario, il quale, con tutto il rispetto per il suo ruolo, non è un infermiere, avendo maturato solo tre mesi di corso preparatorio e non tre anni totali. Questa scelta mina la sicurezza dei cittadini».

«Le convenzioni che vuole attivare l’assessore Paolucci con le cliniche private, inoltre, depotenziano le strutture pubbliche come i Pronto Soccorsi marsicani di Tagliacozzo e Pescina, ma costeranno di più alla Regione in termini di danaro e reperibilità del personale medico e paramedico. Noi del Comitato – afferma ancora la Tabacco – non possiamo tacere. Abbiamo posto in atto una diffida, circa 10 giorni fa, indirizzata all’assessore alla Sanità della Regione Abruzzo. Per conoscenza, essa è stata inviata anche al prefetto Alecci, al manager Silveri e al procuratore della Corte dei Conti. Solo una settimana fa, inoltre, abbiamo avuto a Tagliacozzo il convegno sulla Legalità. Ebbene, per me legalità è un filo rosso che si attornia al benessere di un territorio, il quale viene filtrato anche attraverso la cura della malattia. Togliere la figura del medico dal mezzo di Pronto Soccorso significa, praticamente, abbandonare alla mercé del caso e della fortuna la sorte dei malcapitati: questo atto è legale?».

Il consiglio comunale speciale di questa mattina ha avuto come primo punto all’Ordine del giorno, proprio gli atti di difesa da intraprendere per mitigare la sorte dell’Ospedale locale. «Il primo cittadino, Maurizio Di Marco Testa, questa volta, ha appoggiato la nostra azione di reazione alle scelte scellerate della Regione – ha continuato la presidente -. Il sindaco ha firmato, infatti, l’atto di diffida che noi abbiamo posto in essere. Il Comitato chiede all’assessore Paolucci, attraverso l’atto di diffida, di porre molta attenzione alla questione e di pensarci bene prima di trasportare i malati dai Pronto Soccorsi locali e pubblici alle cliniche private».

Sulla drammatica situazione sul far del tramonto del polo ospedaliero tagliacozzano, poche poi, le notizie che giungono alle orecchie degli utenti. «Quando si dà l’ordine di abbassare il livello di sicurezza, come il signor Paolucci sta facendo in questo caso, complice ovviamente il governatore D’Alfonso, è di importanza capitale informare le persone e rassicurarle. Non so se sul tavolo dei sindaci, queste ‘pericolose’ circolari del manager Silveri siano arrivate. Attorno a Tagliacozzo, gravitano ben 11 comuni montani i quali, dal 1 dicembre in poi, dovranno attingere il servizio sanitario da ben altra cassa di risonanza, più lontana logisticamente parlando. Cosa c’è dietro tutto questo?».

Una situazione che stenta a trovare una via d’uscita rilassata. A volte, c’è solo bisogno di fare un passo indietro e guardare, da lontano, il dipinto su tela nella sua totalità di colori. Si potrà così osservare il disegno finale dell’artista ed indovinare in esso il suo scopo, il quale potrà essere accettato, rinnegato o provocatoriamente ostacolato.

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