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In Regione si parla di Informazione, i punti

«Un nuovo metodo di lavoro, che passa da un confronto serio per individuare le possibili situazioni alle problematiche del settore dell’informazione in Abruzzo».

Lo ha detto il Presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, in apertura dei lavori del tavolo preparatorio della Conferenza sull’Informazione (in programma a fine gennaio), che si è tenuto questa mattina a Pescara. All’incontro, promosso in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti e la Federazione Nazionale della Stampa, hanno partecipato i vertici nazionali e regionali degli organismi di categoria dei giornalisti, il Presidente della Regione Luciano D’Alfonso, il Presidente dell’Anci Luciano Lapenna, il Sindaco di Avezzano Gianni Di Pangrazio, il Presidente del Corecom Filippo Lucci e il Direttore Amministrativo del Consiglio regionale Paolo Costanzi.

Presente in sala anche una delegazione degli editori televisivi abruzzesi e il Presidente dell’Anso (l’associazione nazionale della stampa on line) Betto Liberati. Sono state illustrate una serie di proposte che vedono la Regione collaborare con giornalisti ed editori per tentare di affrontare la drammatica crisi che il settore sta attraversando anche in Abruzzo.

«I Comuni – ha sottolineato Lapenna – sono pronti a far parte di un gruppo di lavoro che elabori una legge per favorire l’istituzione degli uffici stampa nei nostri enti, anche in forma associata. E accettiamo questo impegno non perché lo riteniamo un atto dovuto, ma perché siamo davvero convinti dell’importanza del ruolo dell’informazione nel rapporto con i cittadini».

Anche il Presidente dell’Ordine regionale dei Giornalisti Stefano Pallotta ha rimarcato «la necessità di mettere insieme tutte le competenze e costituire una struttura operativa per arrivare a soluzioni concrete e condivise. Penso che si potrebbe elaborare una proposta di legge organica che vada a intervenire su diversi aspetti: dall’utilizzo dei fondi strutturali per finanziare nuovi progetti, al sostegno dell’editoria on line, che anche in Abruzzo sta diventando preminente».

«Cerchiamo di fermare la ritirata e ripartiamo al contrattacco – ha aggiunto il Segretario del Sindacato Giornalisti Abruzzesi Franco Farias – perché qui non stiamo parlando solo di salvaguardia dell’occupazione giornalistica, ma anche del rischio che il nostro territorio e le nostre realtà possano essere non più rappresentate. Un plauso alla Regione da cui ci è arrivato un conforto che non ci aspettavamo».

«C’è stata una grande sensibilità da parte del Consiglio regionale – ha continuato il Presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Enzo Iacopino – perché qui in Abruzzo si è passati con la ruspa sulla storia di un quotidiano come ‘Il Tempo’ e anche negli altri due quotidiani vengono segnalate delle criticità. Si rischia davvero un problema di democrazia».

Per il Presidente della Fnsi Giovanni Rossi, «tutte le Regioni dovrebbero utilizzare questo metodo che oggi cominciamo a sperimentare in Abruzzo. Come sindacato siamo pronti a studiare con le istituzioni nuove forme di contratto che possano adattarsi meglio alle esigenze della pubblica amministrazione».

Si è parlato anche della possibilità di utilizzare fondi europei per lo studio di nuovi progetti a sostegno dell’occupazione nell’editoria.

«Nella nuova programmazione – ha spiegato Antimo Amore del Sindacato Giornalisti Abruzzesi – ci sono ben 32 miliardi di cofinanziamento fino al 2020, destinati sia a settori specifici come la cultura e l’audiovisivo, sia a fondi di garanzia a cui possono accedere anche i liberi professionisti per avviare o implementare le proprie attività».

Il Direttore Paolo Costanzi ha presentato una proposta che prevede l’introduzione di contributi triennali a Comuni o Unioni di Comuni, che decidano di istituire al loro interno un ufficio stampa, delegando l’individuazione del giornalista da inserire al sindacato di categoria, che potrà dare la precedenza ai disoccupati che non godano di nessun ammortizzatore sociale. Un’iniziativa su cui si è detto d’accordo anche il Sindaco di Avezzano Gianni Di Pangrazio, ribadendo la posizione già espressa dal Presidente dell’Anci. Leda D’Alonzo, direttore di Telemax, ha chiesto – in rappresentanza degli editori televisivi – alla Regione di intervenire nella vicenda dello «spegnimento delle frequenze interferite», che l’AgCom ha fissato al prossimo 31 dicembre.

Una situazione, legata alle interferenze dei segnali italiani sulle frequenze televisive croate, che potrebbe portare alla chiusura, entro pochi mesi, della metà delle emittenti abruzzesi. Betto Liberati, invece, ha auspicato una maggiore sinergia tra media tradizionali e on line, «perché – ha puntualizzato – non è interesse dell’editoria on line far morire gli ‘old media’. Ci preme invece creare un sistema nuovo, di collaborazione, che possa portare loro a evolversi, generando un circolo virtuoso a beneficio di tutto il settore dell’informazione».

Il Presidente della Regione Luciano D’Alfonso si è detto pronto a sostenere tutte le iniziative del Presidente del Consiglio Di Pangrazio, pur precisando che le risorse regionali disponibili sono esigue. «Di qui – ha concluso – la necessità di coinvolgere anche gli imprenditori privati che operano in altri settori, studiando dei meccanismi di premialità che, a esempio in caso di affidamento di servizi pubblici, privilegino quelle aziende che dimostrino di aver investito in pubblicità sui mezzi di informazione locali».

LEGNINI: «STO LAVORANDO A PROTOCOLLO SUL RAPPORTO FRA GIUSTIZIA E INFORMAZIONE» – «Esiste oggi un problema di comunicazione tra magistratura e mondo dell’informazione». Lo ha detto il Vice Presidente del Csm Giovanni Legnini – facendo riferimento, senza entrare nel merito della sentenza, alla vicenda della Commissione Grandi Rischi – intervenuto a Pescara al tavolo preparatorio della Conferenza sull’Informazione, promosso dal Presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo Giuseppe Di Pangrazio.

Legnini ha annunciato che sta lavorando a un protocollo per definire il rapporto tra giustizia e informazione, affinché ci sia un’uniformità di comportamento da parte dei tribunali in tutta Italia per quanto riguarda la comunicazione.

«Perché – ha rimarcato – non è pensabile che ci siano Procure che organizzino grandi conferenze stampa, altre che rimangano in silenzio, altre ancora che si rapportino solo con alcuni mezzi di informazione. E’ indispensabile, invece, che tutti i giornalisti, e di conseguenza i loro lettori, possano contare su uguali opportunità. Per un’istituzione, saper comunicare costituisce, infatti, una funzione essenziale, che non è propaganda delle decisioni, perché l’informazione è un diritto fondamentale per i cittadini».

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