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Il baro elettorale

di Fulgo Graziosi

La pubblicazione del costo delle spese elettorali sostenute dai Consiglieri eletti della Regione Abruzzo ha fatto sorgere dubbi e perplessità. I cittadini, meglio ancora i contribuenti, non ritengono meritevoli di credibilità né i costi massimi e, soprattutto, quelli minimi.

Non è necessario ricorrere a particolari alchimie e neppure al gioco delle tre carte per avere una idea precisa della correttezza dei dati forniti dagli eletti. Qualcuno bara. Oppure mente, sapendo di mentire. Basterà porre la dovuta attenzione sulle spese sostenute e denunciate con i voti riportati da ogni singolo Consigliere per poter attribuire l’Oscar del virtuoso, che qualche Consigliere, molto disinvoltamente, ha creduto di attribuirsi gratuitamente.

Innanzitutto, cerchiamo di riordinare la graduatoria, ponendo alla base quelli che, secondo loro, hanno speso di meno. A fianco ad ognuno di essi sarà necessario indicare i voti riportati e attribuiti. Successivamente, andremo ad effettuare le dovute interpolazioni interpretative per cercare di portare a galla la veridicità delle denunce presentate.

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Balzano chiaramente agli occhi le diverse somme dichiarate per sostenere le spese dell’ultima campagna elettorale che, ovviamente, devono essere contenute entro il limite massimo fissato dalla vigente normativa in materia. Se ci potessimo limitare ad effettuare un conto prettamente algebrico, potremmo tranquillamente affermare che l’investimento, rispetto ai voti raccolti, potrebbe determinare il valore del costo medio per voto abbastanza variabile. Infatti, il consigliere Sospiri, che ha speso più di tutti, ha avuto una incidenza di € 8,32 per ogni voto. Mentre a Sara Marcozzi i voti sono costati molto meno, essendosi attestata a € 1,44.

Poi, entriamo nel paradiso dei virtuosi e qui la certezza della matematica comincia ad vacillare paurosamente, toccando il limite della credibilità e della inaffidabilità delle dichiarazioni rilasciate alla competente autorità regionale. Vediamo qualche banale esempio. Berardinetti ha speso circa 54 centesimi per elettore, meno del costo di un normale francobollo. Mario Marcozzi circa € 1,15. Smargiassi quasi 55 centesimi. Ranieri è riuscito ad abbassare il costo a € 0,48. Mercante, per tenere fede alla qualifica del nome che porta, ha ridotto, da buon mercante, l’incidenza a € 0,20 circa. Bracco ha leggermente rialzato la quotazione, portandola intorno ai 32 centesimi.

Ancora una volta si è ripetuto il miracolo della moltiplicazione dei “pani e dei pesci” di Cristo, ma questa volta in materia elettorale. L’attore che ha ripetuto questo miracolo, all’inizio del terzo millennio, non è stato proprio Cristo, superato nell’acume dell’iniziativa e nella sostanza dei risultati dal consigliere regionale Domenico Pettinari che, con questa azione, ha posto una seria ipoteca sull’attribuzione del “Premio Nobel” per l’economia.

Infatti, è evidente una chiara disparità tra il miracolo di Cristo e quello di Pettinari. A Cristo dovettero portare almeno qualche panino e qualche pesce per poterli riprodurre. Pettinari, invece, e qui sta la forza dell’ingegno, senza spendere un solo centesimo, è riuscito a raccogliere ben 2.289 voti. Ha fatto una campagna elettorale chiuso ermeticamente in casa. Non ha fatto una telefonata. Non ha spedito una sola lettera. Non ha offerto un caffè neppure all’inquilino dirimpettaio. Non ha neppure usato il cellulare. Con la sola forza della trasmissione del pensiero e applicando, forse, la teoria della relatività, è riuscito a penetrare nella mente degli elettori facendosi affidare quasi 2.300 consensi.

Non abbiamo mai creduto ai miracoli, ma questo di Pettinari sfiora veramente l’inverosimile. Non vorremmo fare i moralisti alla stessa stregua di Pettinari in seno al Consiglio Regionale, quando muove disinvoltamente appunti di etica politica e civile a quasi tutti i colleghi consiglieri, ma qualche particolare di questa magica formula lo vorremmo conoscere per poterlo trasmettere al Presidente del Consiglio, come esempio corretto e trasparente per il contenimento di qualsiasi spesa, ad iniziare da quelle elettorali, a meno che non si tratti di una formula brevettata, sulla quale poter lucrare, al fine di recuperare una parte di quelle spese non denunciate.

Siamo certi, comunque, che alla prossima seduta del Consiglio Regionale il consigliere Pettinari terrà una lezione in merito alla veridicità delle rendicontazioni delle spese sostenute per l’ultima campagna elettorale.

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