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Liquidazione Tfr: D’Alfonso non firma promulga

Il presidente della Regione Luciano D’Alfonso firmerà domani il decreto con il quale ha deciso di non promulgare la delibera consiliare contenente l’emendamento che ha introdotto, nella seduta di due settimane fa, la possibilità per i consiglieri regionali di chiedere la liquidazione del proprio Tfr in qualunque momento. Con il decreto D’Alfonso rinvia al Consiglio «la predetta disposizione» accompagnata dal decreto stesso.

D’ALESSANDRO (PD): PROBLEMA RISOLTO – «E’ fin troppo evidente che l’azione del presidente D’Alfonso ha avuto un solo obiettivo: rendere certa la non applicazione della norma discussa. Di conseguenza, oggi, la maggioranza, presentando una norma abrogativa, che mi vede come primo firmatario insieme con il vice presidente Lucrezio Paolini, alla quale ha aderito anche il gruppo Forza Italia, ha risolto definitivamente il problema intervenendo prima della pubblicazione della legge». Lo afferma il Consigliere regionale del Pd, Camillo D’Alessandro, in merito alla deliberazione consiliare numero 10/4 del 11 novembre 2014, che prevede l’anticipazione del pagamento del Tfr ai Consiglieri regionali. «Appare strano, dunque, che oggi Forza Italia abbia fatto ostruzionismo in Commissione per evitare – aggiunge D’Alessandro – l’approvazione del rendiconto 2012, predisposto ed approvato quando erano alla guida della Regione, peraltro bocciato dalla Corte dei Conti con pesanti rilievi, a tal punto che l’organo di controllo ha ritenuto di non esprimere un giudizio di parifica. Insomma – osserva D’Alessandro – mentre la Corte dei Conti impone la “rieducazione dei conti”, contestando tra l’altro proprio il ritardo nell’approvazione dei rendiconti, il gruppo di Forza Italia produce un serrato ostruzionismo: per loro, evidentemente, vale il disordine che vorrebbero rendere permanente. Ribadisco: la musica stonata è finita». «E’ singolare, infatti, che ex amministratori regionali, dopo aver approvato pochi mesi fa il rendiconto in giunta, oggi, passati all’opposizione, lo contestano: mi pare ridicolo, drammatico e forse mai accaduto nella storia della nostra Regione».

FEBBO REPLICA A D’ALESSANDRO – «Il consigliere D’Alessandro ci deve spiegare perché se ci sono dei rilievi della Corte dei Conti, non sono stati calati all’interno del Rendiconto 2012? Perché ci chiedono di riapprovare quanto approvato nel mese di marzo? E’ soprattutto perché loro votano il consuntivo dopo i rilievi della Corte dei conti? Non ci danno risposte: è questo il motivo del nostro ostruzionismo». Così il presidente della Commissione di Vigilanza del Consiglio regionale, Mauro Febbo replica alle dichiarazioni del consigliere regionale del Pd Camillo D’Alessandro. «La loro interpretazione del parere della Corte dei Conti (arrivata nel mese di luglio) è assolutamente strumentale, di comodo, per meri fini politici – continua Febbo – ma le cose non stanno come dice D’Alessandro o come ci vuol far credere qualche altro rappresentante del centrosinistra. Non ci vengano a raccontare storie come avvenuto con la Delibera ricognitiva n.558 che avrebbe documentato una situazione debitoria che ammonta a 858 milioni di euro. A onor del vero, il dott. Minazzi funzionario della Regione che ha stilato la delibera, nella sua relazione parla di criticità finanziarie tutte da rideterminare e non più di situazione debitoria».

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