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L’Aquila, interrogate le maestre ‘orche’

Nessun commento e cronisti evitati al termine degli interrogatori, svolti nell’aula D del tribunale dell’Aquila davanti al gip Guendalina Buccella, delle tre maestre del nido d’infanzia aquilano sospese dall’autorità giudiziaria per presunti maltrattamenti sui bambini.

Si sono svolti stamani presso l’aula gip del Tribunale dell’Aquila, gli interrogatori di garanzia delle tre educatrici dell’asilo nido ‘Cip & Ciop’, nel quartiere di Pettino, sospese dalla professione in relazione a presunti maltrattamenti avvenuti nella struttura nei riguardi di 11 bimbi fino ai 3 anni di età.

Le tre indagate sono Marika Rapele, di Alatri (Frosinone), di 33 anni, Giuliana Colaiuda, anche lei 33enne di di Barano di Tornimparte (L’Aquila) e Giuliana Colaiuda, di Tornimparte, 36 anni.

«Le maestre – secondo quanto riferito dal loro legale, l’avvocato Ferdinando Paone – hanno risposto punto su punto alle domande del gip, negando che i loro comportamenti fossero frutto di maltrattamenti nei confronti dei bambini».

I fatti contestati sarebbero stati commessi dal 21 luglio al 5 settembre. In quel periodo la polizia ha filmato, con telecamere audio-video nascoste, trentatreé eventi. Per l’accusa, sostenuta dal pm David Mancini, sono ravvisabili comportamenti negativi delle maestre consisititi nello ‘strattonarli con vigore, nel punirli mettendoli all’angolo o con il seggiolone rivolto verso il muro o ancora lasciandoli da soli in una stanza; in un caso le riprese hanno evidenziato anche uno scappellotto dato ad un bimbo; in due casi, poi, si è visto forzare i bambini nell’alimentazione, costringendoli ad ingoiare, loro malgrado, il cibo’. Le indagini sono nate dalla denuncia di due educatrici tirocinanti andate volontariamente subito via dall’asilo, struttura privata ma convenzionato con il Comune. Le indagini sono state condotte dalla squadra Mobile coorinata dal dirigente Maurilio Grasso.

Le tirocinanti denuncianti hanno riferito che ai bimbi sarebbero state rivolte espressioni offensive come «sei pazzo», «sei un ciccione», ma anche parolacce.

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