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Usi civici: regolamento storico per L’Aquila

di Alessia Lombardo

Ha una valenza storica il nuovo regolamento comunale da applicare alle migliaia di pratiche di affrancazione e di legittimazione e contestuale affrancazione dei fondi demaniali civici.

La svolta del problema, che persiste da trent’anni, sta proprio nell’agevolare la ricostruzione del capoluogo terremotato.

A parlare del nuovo regolamento che disciplina la materia é stato questa mattina in conferenza stampa l’assessore con delega ai Beni di uso civico Lelio De Santis assieme alla dirigente del servizio Paola Giuliani.

Presenti anche i tre dipendenti dell’ufficio comunale i geometri Filindo Ceci e Giuseppe Momagra e l’avvocato Marco Vitaliani.

Ad introdurre il problema relativo agli usi civici l’assessore De Santis.

«L’Aquila è una città con buona parte del territorio (35-40%) di uso civico. La costruzione su terreno gravato da uso civico ha portato in passato a vendite irregolari ed atti forzati. L’intenzione è di arrivare a una mappa degli usi civici che sono in questa situazione dotandoci subito di un sistema di regole. Sono circa mille le pratiche arretrate. Con il regolamento bisogna zonizzare il territorio e far pagare il terreno, che non si regala più. Il prezzo non è quello di mercato, ma più basso».

Tra le cifre proposte da De Santis si va dai 5 euro al metro quadro di Collebrincioni agli 11 euro al metro quadro di Sant’Elia.

«Di queste pratiche (mutamento) – ha aggiunto De Santis – il 55% godono di un contributo per la ristrutturazione e quindi resterebbero bloccate. Tutto ciò sta producendo introiti per il Comune, stimiamo circa sui 50mila euro. Dopo trent’anni di paralisi questo problema si sblocca».

A fare eco a De Santis è stata la dirigente Paola Giuliani.

«Per trent’anni c’è stata una sottovalutazione – ha esordito – se non si sanano le posizioni tutto ciò che riguarda l’edilizia pubblica e privata e il piano regolatore non si potrà andare avanti. Il nostro ufficio ha tre dipendenti. Questo problema è alla base di tutto, la terra riguarda la ricostruzione. Ci è voluto un anno per elaborare e far approvare il regolamento».

Il regolamento, che vede come sottolineato da De Santis la firma dei Beni Separati, permette a chi ha migliorato i terreni di «riscattarli» con il rilascio di un documento dichiarante la proprietà.

Con le pratiche di affranco, per il momento, sono già entrati al Comune 28mila euro, invece per le pratiche di mutamento l’ufficio deve formulare una proposta da sottoporre alla Regione.

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