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Tratta Avezzano-L’Aquila, la rivolta dei pendolari

Non si placano le polemiche poiché non si placano le storture che non vanno. E’ di poco fa l’ennesimo incidente targato ‘Arpa’ nel quale ben 60 passeggeri sono rimasti di nuovo fermi sull’autostrada, su di un mezzo col motore in fumo.

La tratta Avezzano-L’Aquila torna ad essere teatro di disagi e lamentele. Un lettore ci ha segnalato poco fa, di fatti, che l’autobus partito dalla città marsicana all’una e 40 minuti circa è rimasto fermo lungo l’autostrada all’altezza della galleria di San Rocco per via di un improvviso guasto al motore sopraggiunto.

Un bus bipiano, con molte persone a bordo (all’incirca 60 utenti), che l’autista si è trovato costretto ad arrestare ai margini dell’autostrada. Una massa nera di fumo, a quanto detto dai passeggeri, si sarebbe propagata dalla zona del motore e non avrebbe permesso un transito regolare. «Un odore acre – racconta un testimone a IlCapoluogo.it – ha riempito immediatamente l’abitacolo del mezzo. Fortunatamente il fumo non ci ha assalito, ma la paura, anche questa volta, è stata tanta. Non è possibile che ogni viaggio per noi pendolari si trasformi in un tiro a sorte. Ultimamente, di incidenti come questo, ne stanno accadendo davvero a bizzeffe. E a noi, lavoratori, studenti, universitari, cosa ne viene in tasca? Il danno e anche la beffa, visto che paghiamo e obliteriamo regolarmente il biglietto. Siamo stufi».

L’autobus, secondo quanto raccontato dai testimoni, avrebbe cominciato ad ostentare delle pecche al motore quand’era già in viaggio in autostrada, all’altezza della Valle del Salto. Il conducente, sempre secondo il racconto, all’uscita della galleria di Valle del Salto avrebbe percorso la strada a 20 km/h, tentando in tutti i modi, forse, di evitare strattonamenti e di non peggiorare la situazione. Arrivato in prossimità del tunnel di San Rocco, l’autista avrebbe accostato il mezzo e avrebbe chiamato la sede d’Avezzano per porre rimedio.

{{*ExtraImg_224383_ArtImgCenter_500x375_}}Sembra essere questo un disguido che continua a persistere. Quasi ogni giorno c’è la segnalazione di un mezzo che si arresta, che prende fuoco o che si rimepie di fumo. L’unico compito che compete all’Arpa è quello di portare a destinazione, all’orario prefisso tra l’altro, le persone che scelgono di pagare un servizio offerto. I pendolari sono ogni giorno più stanchi e, fra di loro, pensano anche di mettere in atto un’azione punitiva ed esemplare.

«Raccoglieremo le firme per cercare di istituire l’ipotesi di un rimborso al passeggero laddove occorrano incidenti di questo tipo. Noi viaggiamo per lavorare e non certo per puro e semplice piacere. Un’ora di ritardo potrebbe anche costarci il posto. Magari, l’Arpa, quando comincerà a vedere che dovrà risarcire una marea di pendolari scontenti, forse, comincerà a mettere le mani alla carrozzeria dei suoi mezzi per vedere se sono utilizzabili o meno».

Lungo l’autostrada, inoltre, sfrecciano anche altri autobus colmi di passeggeri. Come quelli diretti alla o partenti dalla capitale d’Italia, apparentemente sempre in salute. Come mai la tratta Avezzano-L’Aquila subisce periodicamente ritardi e disagi di questo tipo? Un epilogo stanco per una altrettanto stanca storia: l’autobus sostitutivo, chiamato dal conducente, è arrivato alle ore tre del pomeriggio a soccorrere i passeggeri. Tra l’altro, una parte degli utenti è stata ‘salvata’ dal mezzo partito da Roma e diretto a L’Aquila e capitato lì per fortuito caso e la parte restante è stata caricata dall’autobus ‘salvavita’ giunto dopo la chiamata d’emergenza. Davvero tante pieghe storte, forse troppe. L’esercito dei pendolari ha incominciato a battere anche lui il ferro caldo della reazione. (g.c.)

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