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Tsa, aspre polemiche di Fiorenza

di Claudia Giannone

Un teatro nel teatro: degno dei migliori premi il secondo atto della conferenza di presentazione del nuovo direttore, Alessandro D’Alatri: nel corso dell’incontro, infatti, non tutte le cose sono andate per il verso giusto ed un intervento di Federico Fiorenza, ex direttore artistico del Teatro Stabile, ha spezzato l’apparente pace che si era creata, mista al fermento per l’avvenimento.

Non è di certo la prima critica mossa da Fiorenza: già alcuni anni fa, pesanti parole avevano riguardato il tema della cultura aquilana, ormai al patibolo dopo il terremoto del 2009, senza escludere la senatrice del PD Stefania Pezzopane. Si torna oggi, dunque, sul tema: l’ex direttore ha voluto presentare al nuovo arrivato quella che, secondo il suo parere, è la situazione nel capoluogo abruzzese, muovendo anche particolari accuse nei confronti della politica.

«Se si costruisce un teatro, questo nasce da un territorio che lo desidera, che lo rispetta e che partecipa alla costruzione. Ma al contrario, questo teatro non è stato più rispettato. Bisogna far sì che rinasca e per farlo deve tornare ad essere ciò che era quando è stato costruito. Ma l’ingerenza politica è stata pressante e dirompente».

Riprendendo proprio le parole di D’Alatri, che poco prima aveva affermato che «con la cultura e con il teatro non si mangia», Fiorenza attacca ancora una volta.

«Qui c’è qualcuno che col teatro mangia anche troppo. Ci sono, poi, cose false, che vengono gestite in maniera non vera, oltre ad un abbassamento del livello di stima verso questo teatro da parte dell’esterno, non solo nazionale, ma soprattutto regionale. Stanno costruendo le realtà della regione contro questa situazione: si stanno facendo delle aggregazioni che non faranno la felicità del nostro Teatro Stabile».

Si rivolge, poi, direttamente al nuovo direttore del TSA, augurandogli un buon lavoro per tutta la durata del suo contratto triennale, ma mettendolo in guardia e aggiungendo una richiesta esplicita nei confronti della senatrice Pezzopane.

«Non si illuda: troverà un ambiente professionalmente non molto alto e delle volontà mascherate. Infine, vorrei che la signora Pezzopane, che gestisce sempre tutto dall’esterno per quanto riguarda la cultura aquilana, la smettesse di occuparsi di queste cose».

Risposta secca da parte del presidente Ezio Rainaldi, che riceve una lettera di Fiorenza definita da lui stesso pesante.

«Noi siamo qui per parlare di ciò che vogliamo fare nella nostra attività. Non abbiamo da nascondere niente: si deve preoccupare chi, evidentemente, ha fatto qualcosa, o al contrario non ha fatto, in passato».

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