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D’Alatri nuovo direttore del Tsa

di Claudia Giannone

Giunge il momento del successore di Alessandro Preziosi: il nuovo direttore del Teatro Stabile d’Abruzzo è Alessandro D’Alatri, noto attore e regista originario di Roma. Prestigiosi i premi ricevuti nel corso della sua carriera: si ricordino soltanto il Premio David di Donatello al miglior regista esordiente del 1991 ed il Premio David di Donatello alla miglior sceneggiatura del 1995.

Non si tratta della prima collaborazione di D’Alatri con il TSA: nel corso degli anni successivi al sisma, il direttore aveva avuto modo di visitare la città dell’Aquila per motivi di lavoro, come lui stesso ricorda. «L’Aquila che avevo visto subito dopo il terremoto, fortunatamente, è molto diversa da quella che vedo ora: la ricostruzione in atto dà grande energia, dobbiamo trasferire questo spirito di ricostruzione anche alla cultura. È una scommessa difficilissima: la cultura è la prima a soffrire della crisi, è il primo taglio che si fa».

Ma è con un sorriso che il direttore prosegue il proprio discorso, analizzando ciò che di positivo può intravedersi all’inizio del suo mandato. «Io per natura sono un inguaribile ottimista. Il bicchiere mezzo pieno, in questo caso, è rappresentato da tre anni di lavoro da fare insieme – ha affermato – per poi riconsegnare il teatro alla città. Sarà un programma di transizione, la mia è una funzione traghettatrice, ma allo stesso tempo molto stimolante, perché gli incarichi chiesti dal Ministero sono molto complessi. Prima era quasi un divertimento e un piacere costruire una stagione, oggi sono richieste competenze diverse».

{{*ExtraImg_224190_ArtImgRight_300x401_}}Nessun collaboratore esterno portato da D’Alatri: il nuovo direttore lavorerà con la squadra del TSA già presente.

«Ho trovato una squadra straordinaria. Ci sono le conoscenze e le competenze territoriali. Innanzitutto, voglio scoprire l’Abruzzo: per me è un’esperienza meravigliosa, c’è tanta materia che non si conosce. Sarà importante, poi, stabilire un rapporto con le imprese: piccole o medie, le imprese hanno bisogno della cultura e la cultura ha bisogno delle imprese».

Entusiasta, seppur consapevole delle difficoltà, è il presidente Ezio Rainaldi, che parla della nuova sfida e di ciò che, invece, c’è stato in precedenza.

«Oggi si va a presentare la nostra voglia di andare avanti e di risolvere con entusiasmo le difficoltà che ci sono. Questa è una sfida: entrambi stiamo attraversando un cambiamento epocale nel mondo della cultura. Ma il nuovo direttore arriva con la consapevolezza di essere un umano che deve mettere a disposizione quello che ha».

«Vogliamo svolgere un lavoro per la città e per il territorio intero. Il cambiamento che c’è stato – ha specificato in conclusione – non è di certo di carattere punitivo, ma vogliamo mostrare che non abbiamo dei confini. Ora vogliamo unire i tratti del passato e le nuove caratteristiche del direttore».

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