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Diagnosi retina bimbi prematuri, super Retcam a L’Aquila

Scatta ‘foto’ alla retina del bimbo nato prematuro, rileva con un solo test l’eventuale danno e il rischio di cecità e, infine, può inviare per via telematica ad altri ospedali le immagini per un consulto in tempo reale. All’ospedale di L’Aquila, ieri, lunedì 17 novembre, è iniziata per tutto l’Abruzzo l’ ‘era’ della Retcam, l’apparecchiatura di altissima tecnologia che consente di accertare, grazie a un sistema di alta risoluzione e altre, notevoli risorse tecnologiche, i danni alla retina del bimbo nato prematuro e di intervenire, in caso di urgenza, entro le 72 ore con la chirurgia oculistica.

Il reparto di Neonatologia dell’ospedale S. Salvatore, diretto dalla dottoressa Sandra Di Fabio, si è infatti dotato di questo straordinario macchinario, l’unico in uso attualmente nella sanità della Regione, frutto della generosità di Sky che l’ha acquistato per 100.000 euro e donato al presidio aquilano.

Il reparto, con questo apparecchio ultra moderno, dopo aver ‘fotografato’ la retina del bimbo pretermine per la diagnosi, se necessario, potrà anche inviarla on line a ospedali italiani d’eccellenza come il Bambin Gesù di Roma, con cui Neonatologia ha da anni un filo diretto e un fitto rapporto di collaborazione. L’ulteriore pregio della nuova macchina è quello (per le raffinate proprietà tecnologiche) di stabilire subito con un solo test (che è una specie di risonanza magnetica della retina) l’esistenza e il grado dell’eventuale malattia. Se non diagnosticata per tempo, infatti, la patologia può evolvere fino provocare cecità nel bimbo. Ulteriore, grande vantaggio del nuovo ‘diamante’ della tecnologia approdato al S. Salvatore, è la possibilità di fare la prognosi con un solo esame; di norma, invece, per valutare se e di quale entità siano i danni alla retina del piccolo, occorrono più controlli ‘tradizionali’ che, oltre al rischio di ritardi fatali nella cura, costringono i genitori dei bambini a lunghe peregrinazioni da un ospedale all’altro dell’Abruzzo o fuori regione, con disagi di tempo, di spostamento ed esborso di denaro.

Ogni anno Neonatologia tratta 103 casi di parti prematuri. Il debutto ufficiale del Retcam a Neonatologia c’è stato ieri, in occasione dell’open day, col reparto aperto (dalle 10 alle 22), nella giornata mondiale della prevenzione dedicata al bimbo prematuro e organizzata dall’associazione Onda (osservatorio nazionale salute della donna): sono state eseguiti i primi 10 screening (gratuiti) oculistici su altrettanti bimbi prematuri che, fortunatamente, non hanno rivelato problemi. Gli esami sono stati effettuati dalla dr.ssa Immacolata Greco del reparto di Oculistica, diretto dal prof. Marco Ciancaglini. Ora neonatologia del S. Salvatore – in virtù del Retcam e dell’alta professionalità del proprio team affinata negli anni – consoliderà la propria attività nel panorama nazionale e soprattutto abruzzese, richiamando utenti da altre Asl della Regione e anche fuori Regione (sono infatti poche le realtà italiane che dispongono del moderno macchinario). Ottime premesse per fare in modo che Neonatologia diventi Centro di riferimento regionale.

«Adesso – afferma la dottoressa Di Fabio – abbiamo a disposizione un macchinario di alta investigazione medica che sarà fondamentale per fare diagnosi molto accurate e per acquisire le immagini, archiviarle e trasmetterle in Rete. Uno strumento destinato a migliorare ulteriormente le nostre prestazioni ma, soprattutto, a curare più efficacemente questo tipo di malattie».

Ieri, oltre allo screening oculistico, in reparto si sono tenute iniziative che hanno registrato l’interesse degli utenti, con momenti di confronto e di coinvolgimento di mamme e coppie: un convegno dal titolo: [i]“Ci sono anch’io” [/i]e uno spazio approfondimento sui rischi della prematurità della nascita.

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