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Comuni del cratere: esperienza formidabile

«L’esperienza di diverse comunità che si mettono insieme e insieme decidono di ricostruire il proprio futuro in un rinnovato spirito collaborativo». Il presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso, ha visitato nella tarda mattinata di oggi la sede centrale dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dei Comuni del cratere (Usrc) a Fossa per «conoscere da vicino questa straordinaria esperienza che deve essere presa a modello dall’intero Abruzzo». A Fossa il presidente D’Alfonso ha incontrato i coordinatori delle otto aree omogenee che compongono l’Usrc e con loro ha avviato un confronto sulla specificità di ogni singola area omogenea, «una nuova idea di territorio – ha detto – che rompe gli schemi tradizionali spazio-tempo».

Al presidente della Giunta regionale il responsabile dell’Usrc, Paolo Esposito, ha illustrato tutta l’attività di ricostruzione che sta portando avanti l’ufficio, competente non solo sui comuni del cratere sismico escluso L’Aquila ma anche per i comuni fuori cratere che hanno subito danni dal sisma del 2009. Nato con la legge Barca del 2012, l’Usrc è partito l’8 aprile 2013 con una dotazione organica di 50 unità; ha competenza sui Piani di ricostruzione, ricostruzione pubblica e privata, edilizia scolastica, contabilità, rimozione macerie ed espropri.

Vi fanno parte 56 comuni raccolti in otto aree omogenee, che ognuna ha all’interno il proprio Ufficio territoriale per la ricostruzione (Utr) che si occupa di esaminare le richieste per gli immobili privati situati nei centri storici dei comuni del cratere. Per quanto riguarda la ricostruzione pubblica, Esposito nella sua relazione ha indicato la programmazione triennale della ricostruzione pubblica (2013-2015) per un importo complessivo di 126 milioni di euro per la realizzazione, nel triennio, di 150 progetti.

Gli interventi in fase avanzata rappresentano un terzo dei progetti programmati con un impegno di risorse pari a 76,7 milioni di euro. Per la ricostruzione privata il responsabile dell’Usrc ha fornito importanti cifre al 31 ottobre 2014: 758 sono i cantieri aperti, di cui 538 fuori centro storico e 220 dentro centro storico, 3619 sono le abitazioni tornate agibili, di cui 1808 abitazioni principali. La relazione dell’Usrc ha toccato inevitabilmente anche il nodo delle risorse: allo stato la richiesta di fabbisogno finanziario proveniente dalle otto aree omogenee è di 460 milioni di euro a cui vanno aggiunti i 183 milioni richiesti dagli uffici tecnici dei comuni. Nei 109 comuni fuori cratere risultano complessivamente 2592 i cantieri chiusi, 727 quelli aperti, 513 quelli da aprire. Al termine del relazione, il presidente D’Alfonso non ha esitato a parlare di «esperienza formidabile e straordinaria che ha permesso di riprendere il rapporto con la cittadinanza. Un’esperienza – ha aggiunto – che dovrà diventare un modello che noi codificheremo nella futura legge regionale sulla ricostruzione. Cristallizzeremo questa formidabile esperienza, indicandola come expertise da prendere a riferimento».

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