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Una luce per Iaia, da Pescocostanzo con amore

di Gioia Chiostri

Musica contro la Malattia; note di arcobaleno per Iaia. Le distanze si dischiudono a menti poco reattive. Le vicinanze, invece, quali atti di solidarietà affrancati da sovrascopi o sotterfugi, sogliono avere a che fare con menti ariose, che evaporano ogni qual volta nel vento odono un messaggio d’amore. La storia della piccola Iaia, la bimba abruzzese di appena 6 anni affetta da una malattia rarissima e ostica da sconfiggere quale il neuroblastoma (tumore maligno del tessuto nervoso), ha commosso l’intero popolo della Regione. Da tante finestre del nostro Abruzzo, luci accese ai fini della messa in moto della Ricerca e messaggi di conforto e, per l’appunto, vicinanza ad una causa che trova nella fatale casualità la radice più dura da svellere.

{{*ExtraImg_223834_ArtImgRight_300x225_}}Da Pescocostanzo, centro assai propulsivo a livello musicale, le note d’acciaio della fede nei tempi migliori sono giunte sino all’orecchio de IlCapoluogo.it. Inossidabili, come inossidabile è l’altruismo senza catene populistiche o imbevute di propaganda. «Anche nel mio paese dell’Aquilano – spiega il musicista Francesco Mammola, tempo addietro direttore musicale della Notte della Chimera marsicana – abbiamo deciso di contribuire alla raccolta di fondi a beneficio del pagamento delle cure per la piccola Iaia. La sua speranza di sopravvivenza, di fatti, è ancorata agli Stati Uniti. Il team di medici del Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York sta lavorando, recentemente, sull’immunoterapia, ossia sta cercando di stimolare il sistema immunitario a difendersi e a sconfiggere questa terribile malattia. Io, nella vita, suono, canto e compongo; non mi occupo di sanità. Eppure, dal profondo del mio cuore, una voce, che credo sia quella che prende la parola quando il bisogno altrui si fa struggente e non più tollerabile a livello della propria umanità, ho sentito la necessità di fare qualcosa. Un concerto, in onore di Iaia, per riuscire a realizzare il suo sogno, ossia la continuità della vita. I fondi che riusciremo a raccogliere saranno infatti interamente devoluti a favore di questa causa».

Il giorno 6 dicembre venturo, alle ore 18:30, a Pescocostanzo, presso l’Auditorium San Nicola, la musica quindi troverà come compagnia l’armonia d’intenti. L’intero ricavato dell’evento musicale sarà devoluto a favore della causa della piccola Iaia.

{{*ExtraImg_223833_ArtImgRight_300x400_}}Per l’occasione, suonerà la Giovane Orchestra Pescolana, diretta proprio dal maestro Mammola. Un’onda d’urto importante, quella che prenderà piede sotto il primo vischio natalizio, ma anche raffinata, composta da mandolini, chitarre, fisarmoniche e un pianoforte. Ospiti d’eccellenza, la giovane cantante Giulia Museo e il pianista Massimo Domenicano, altro noto musicista originario di Pescocostanzo. «Iaia – continua Mammola – è diventata, in un attimo, una sorta di figlia di tutti; anzi: la compaesana di tutti. Noi viviamo in piccoli paesi, che si svegliano la mattina e vanno a ritirarsi la sera a stretto contatto tra di loro. Sentiamo molto a cuore questa situazione e ognuno di noi, nel suo piccolo, sta facendo il possibile. Gli abruzzesi non lasciano mai soli i figli della loro stessa terra».

Perché scegliere la musica a fronte di una situazione di così spregiudicata sofferenza? «La realizzazione di un concerto musicale è stato il primo pensiero che ho avuto appena ho appreso di questa bruttissima notizia. Credo sia il mio modo migliore per contribuire alla realizzazione del suo sogno. Ho contattato subito i familiari che mi hanno dato una disponibilità totale e diversi colleghi che hanno immediatamente accolto la mia volontà di fare qualcosa di buono e sincero. Così abbiamo iniziato questo lavoro che ci porterà a Castel di Sangro il 5 dicembre e il 6 a Pescocostanzo. Durante le vacanze natalizie, inoltre, suoneremo a Roccaraso».

Dalla sua età di appena 25 anni – compiuti tra l’altro pochi giorni fa, ossia il 5 novembre – traspare tutto l’orizzonte mobile di un’anima che spera di arrivare. Arrivare ad un traguardo, a una meta, un obiettivo o, forse, un ponte levatoio verticale, capace di raggiungere anche i sogni più lontani. Francesco Mammola parla del concerto che verrà come una sorta di concerto della speranza, «durante il quale, oltre alla nostra scaletta solita, eseguiremo anche alcuni brani ‘a tema’, come i notissimo ed emblematici ‘[i]I sogni son desideri[/i]’, ‘[i]Si può dare di più[/i]’ e ‘[i]Girotondo intorno al mondo[/i]’».

La musica, quindi, si reinventa piccione viaggiatore di dì felici e ancora di salvezza per i giorni più grigi. Artisti uniti per una causa che commuove e scuote le coscienze.

E’ la prima volta che Mammola volge la musica a tal fine? {{*ExtraImg_223835_ArtImgRight_300x225_}}«Già precedentemente – spiega il maestro – ho ‘utilizzato’ le note a tal fine. Suonai per la causa del disastroso terremoto aquilano e, lo scorso anno, col Quintetto a Pizzico Aquilano nell’ospedale del capoluogo per rasserenare i pazienti in dialisi; sono state esperienze fantastiche, dove si comprende davvero la vera potenza della musica. Riguardo ai miei due collaboratori, ossia la Museo e Domenicano, essi saranno con me e i miei colleghi sul palco perché, come ho già detto, lottiamo tutti insieme per lo stesso scopo. Ci sarà anche il percussionista Renato Marasà, e poi, a Roccaraso, anche gli amici del Quintetto a Pizzico Aquilano e dell’Orchestra Popolare della Chimera. Tante energie convogliate verso un fine unico: la metamorfosi in realtà di una speranza enorme».

Da esperto della musica popolare abruzzese e suo massimo estimatore e rivisitatore, quale canzone della tradizione del nostro Abruzzo dedicheresti a Iaia? «Bella domanda – conclude Mammola – sicuramente ‘[i]Acquabella[/i]’, un canto che rievoca scene di spensieratezza, di gioco e di scherzi di bambini intorno ad una fontanella. A mio avviso, sono queste le immagini che dovrebbero saltare alla mente di ognuno quando si parla di giovani anime innocenti».

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