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Tragedia su Gran Sasso, morti due ragazzi

Tragedia in montagna, con un’escursione che è finita in dramma. Sono stati trovati morti entrambi i militari dispersi sul Gran Sasso dopo essere partiti ieri mattina per un’escursione da Campo Imperatore. Entrambi si trovavano in licenza.

Scivolati su una lastra di ghiaccio, sarebbero finiti a circa 2100 metri di quota sul Corno Grande. Si tratta di due giovani in servizio attivo nella caserma Alpini dell’Aquila: Giovanni De Giorgi, 26 anni, originario di Galatina (Lecce) e Massimiliano Cassa, 29 anni, di Corato (Bari). Sono stati individuati in località Conca degli Invalidi, Vallone dei Ginepri.

IL RECUPERO – In un primo momento i vigili del fuoco avevano ritrovato il corpo privo di vita di uno dei due alpini dispersi, successivamente anche l’altro ragazzo è stato recuperato senza vita. I decessi sono stati accertati dal medico del soccorso alpino del Cai.

{{*ExtraImg_223728_ArtImgRight_300x533_}}Al momento, causa le avverse condizioni meteorologiche, soprattutto il forte vento, l’elicottero del 118 non è in grado di recuperare i corpi che, tuttavia, sono stati assicurati in barelle ancorate in parete dai tecnici del soccorso alpino. «Le avverse condizioni meteo – spiega la Forestale in una nota – hanno impedito il recupero delle salme dei due alpini. Impossibile per l’elicottero del 118 avvicinarsi alla zona del recupero a causa delle spesse nubi e del forte vento che sta interessando il Gran Sasso D’Italia. I corpi sono stati assicurati in barelle ancorate al suolo da parte delle squadre di soccorso e sono state rilevate del coordinate del posto. I soccorritori stanno tornando a piedi alla base scendendo dal Gran Sasso dal versante teramano. Tra domani e dopo domani si tenterà di effettuare il recupero delle salme condizioni meteo permettendo».

Le salme saranno poi trasferite all’obitorio dell’ospedale ‘San Salvatore’ dell’Aquila. La Procura poi deciderà se ordinare o meno le autopsie.

LE RICHERCHE – I militari, entrambi di stanza presso la caserma “Pasquali” dell’Aquila, erano usciti ieri per un’escursione sulla vetta di Corno Grande, ma non erano rientrati in caserma nonostante il sopraggiungere della notte. A far scattare l’allarme era stato un amico dei due.

{{*ExtraImg_223725_ArtImgRight_300x192_}}Per le ricerche si erano mobilitate squadre del soccorso alpino (Cnsas), della guardia di finanza e della forestale. Una parte attiva l’hanno avuta anche i vigili del fuoco. Per il ritrovamento erano state utilizzate squadre cinofile e Tas (Topografia applicata al soccorso), oltre a tre elicotteri – dei vigili del fuoco, 118 e forestale – che dall’alba avevano battuto tutte le vie d’alpinismo e i sentieri che conducono alla vetta.

Alla fine i corpi degli escursionisti sono stati individuati in una zona impervia della Conca degli invalidi, nel versante teramano del Gran Sasso.

Sembrerebbe che i due alpini non fossero dotati di ramponi e che, a causa della neve e della nebbia, siano precipitati in un dirupo con diversi sbalzi di roccia, dalla via Normale in direzione Valle dei Ginepri, profondo circa 200 metri.

{{*ExtraImg_223729_ArtImgRight_300x360_}}I due militari di stanza a L’Aquila, liberi dal servizio, erano partiti ieri mattina da Campo Imperatore (L’Aquila) per una escursione sul Corno Grande, la cima più alta del Gran Sasso, in Abruzzo. «Un compagno che li aspettava, non vedendoli arrivare, si è recato a Campo Imperatore, ha trovato la loro automobile e ha dato l’allarme», ha riferito Antonio Crocetta, delegato regionale del Soccorso alpino. E’ possibile che i due siano stati sorpresi dal maltempo, dato che nel pomeriggio di ieri nella zona è calata una fitta nebbia e che si siano trovati in difficoltà anche per la neve e il ghiaccio presenti sulla cima del Corno.

IL CORDOGLIO – In località Campo Imperatore, fin dai primi momenti, è stato presente il comandante della caserma degli Alpini dell’Aquila. In mattinata sono giunti dalla Puglia i familiari dei giovani alpini, che sono stati ricevuti dai vertici del reggimento nella caserma.

{{*ExtraImg_223750_ArtImgRight_300x192_}}«E’ una grande tragedia, ci stringiamo tutti intorno alle famiglie – ha detto il tenente colonnello Pietro Piccirilli – Erano due bravissimi ragazzi, motivati e preparati, orgogliosi della loro professione e di appartenere al corpo degli Alpini. Erano giovani esperti perché addestrati, non sappiamo cosa sia successo sul Gran Sasso dove erano andati per un’escursione, in un momento di libertà dal servizio». I due militari avevano partecipato a missioni in Afghanistan.

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Claudio Graziano, ha espresso a nome dell’Esercito e suo personale «il più profondo cordoglio e sentimenti di vicinanza» ai familiari. Anche il comandante della Taurinense, generale Massimo Panizzi, e l’intera Brigata «si stringono attorno alle famiglie dei due alpini nel loro ricordo».

«Esprimo le mie più sentite condoglianze e la mia vicinanza ai familiari dei Caporal Maggiori Giovanni De Giorgi e Massimiliano Cassa, deceduti in un tragico incidente sul Gran Sasso durante un’escursione liberi dal servizio», ha detto il sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi,

«addolorato per la morte dei due Alpini, effettivi al 9° Reggimento Alpini dell’Aquila». «In questa ennesima triste circostanza – ha concluso – desidero esprimere inoltre al capo di Stato maggiore dell’Esercito, Generale Claudio Graziano, la mia sentita personale partecipazione al gravissimo lutto che ha colpito l’Esercito Italiano».

Tutte le operazioni di ricerca e recupero sono state coordinate dalla Prefettura dell’Aquila che si è avvalsa della professionalità del Soccorso alpino della Forestale, del corpo Nazionale de Soccorso Alpino e Speleologico, Soccorso Alpino della Guardia di Finanza e del Vigili del fuoco.

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