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Presunte tangenti per puntellamenti, 11 indagati

Presunte tangenti nell’affidamento diretto di lavori di puntellamento dei danni post-sisma del valore di un milione di euro, con vacanze e auto messe a disposizione di funzionari pubblici da imprenditori in cambio della commessa e liste di ditte “amiche” a cui affidare opere milionarie. L’inchiesta della procura dell’Aquila, che ha indagato undici persone tra imprenditori, funzionari comunali e un tecnico valutatore dei danni, è la prima che va a toccare la complessa operazione di assegnazione delle cosiddette “opere provvisionali“, i puntellamenti che in deroga alla normativa sui lavori pubblici vennero affidati a chiamata diretta e senza appalto, vista l’urgenza di mettere in sicurezza gli edifici. Un affare, secondo alcune stime, da circa 500 milioni di euro, 200 dei quali gestiti dal solo Comune capoluogo.

Ieri sono stati recapitati gli avvisi di conclusione delle indagine a tutti gli indagati, al momento del deposito delle intercettazioni telefoniche.

Le ipotesi di reato si riferiscono a fatti seguenti al terremoto dell’aprile 2009 e sono, a vario titolo, corruzione, turbativa d’asta e falso.

L’indagine è stata coordinata dai sostituti procuratori Antonietta Picardi e Simonetta Ciccarelli e curata dai carabinieri del raggruppamento operativo speciale (Ros) diretti dal maggiore Giancarlo Santagata.

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