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Inchiesta parlamentare su operato Grandi Rischi

«Sto definendo un disegno di legge per istituire una commissione parlamentare d’inchiesta che faccia luce sull’operato della Commissione Grande Rischi, per approfondire quali siano stati i comportamenti dei componenti, durante la riunione del marzo 2009 e anche in seguito».

Lo dice la senatrice del Pd Stefania Pezzopane. «Una scelta necessaria – spiega alla luce delle recente sentenza di secondo grado, che ha ribaltato la condanna di primo grado, separando le responsabilità degli esperti e della Protezione Civile. Una sentenza che rispetto, anche se ritengo abbia gettato sconcerto e sconforto, e di cui aspettiamo di leggere le motivazioni. Credo, tuttavia, che ci siano elementi significativi e ragioni profonde per aprire un’inchiesta parlamentare, che ad differenza di quella giudiziaria, deve accertare altre responsabilità, al di là degli aspetti penali».

«In passato il Parlamento ha dato il via libera ad altre inchieste parlamentari su tragedie simili alla nostra, quella del Belice, del Vajont e credo che l’operato della Grandi Rischi debba essere approfondito per valutare se i comportamenti e gli adempimenti dei singoli membri e dell’insieme dell’organismo furono corretti anche da un punto di vista deontologico e professionale. Bisogna fare chiarezza su quali siano stati gli effettivi esiti della Commissione, quali i vizi di comunicazione, come tutto ciò abbia indotto migliaia di cittadini a cambiare le consuetudini ed i comportamenti, abbassando il livello di guardia e sentendosi rassicurati rimanendo a casa. Come la commissione Grandi rischi abbia interpretato il proprio ruolo in quella situazione, come le espressioni messe a verbale abbiano pesato nei comportamenti effettivi».

«Insomma – conclude Pezzopane – verità e giustizia sono ancora da ricercare. Convinta che in quei giorni la popolazione aquilana e le istituzioni locali furono abbandonate a se stesse, anzi rassicurate».

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