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Grandi Rischi, L’Aquila protesta

di Claudia Giannone

«Il potere ordina, la scienza obbedisce, la giustizia assolve». E’ il pensiero degli aquilani che oggi hanno presenziato alla manifestazione contro la sentenza di assoluzione del processo alla Commissione Grandi Rischi.

{{*ExtraImg_223542_ArtImgRight_300x168_}}Una manifestazione chiesta a gran voce dai cittadini, una manifestazione che, ancora una volta, ha voluto diffondere un messaggio fondamentale su un tema fin troppo spinoso: «L’Aquila e i 309 martiri non sono ancora riusciti ad avere giustizia».

In seguito alla sentenza pronunciata in Corte d’Appello, un solo grido si è sollevato dalle mura aquilane: «Questo Stato, apparentemente interessato alla tutela dei propri abitanti, si è ormai ridotto ad occuparsi solo di quelli che sono i suoi interessi». Queste le dichiarazioni di una donna che, in mezzo alla folla, non riesce a trattenere l’emozione in un momento così duro per l’intera città.

{{*ExtraImg_223544_ArtImgRight_281x500_}}Spazio alle parole della professoressa Anna Lucia Bonanni, che ancora una volta comunica alla popolazione il proprio sdegno, attraverso affermazioni di fuoco e ricordi. «Continuiamo ad esigere che nella nostra città e nell’intero Paese sia stabilito una volta e per sempre il principio di responsabilità: quando qualcuno compie delle azioni, o viene meno ad esse, deve essere consapevole di ciò che sta facendo. Questa sera siamo qui per esprimere, ancora una volta, la nostra indignazione, perché sentiamo che non è stata detta tutta la verità e non è stata fatta giustizia».

Ora i “sopravvissuti” chiedono «giustizia per chi non fu altrettanto fortunato». «Una giustizia – grida un cittadino – che ormai, nel nostro Paese, è rimasta a tutelare solo una determinata cerchia di persone, una giustizia che stenta a mantenere la retta via».

La manifestazione è culminata con un corteo dinanzi alle porte della Prefettura, ristabilita in centro, per far sentire nuovamente la propria voce e per «dimostrare che L’Aquila e i suoi cittadini possono ancora trovare la forza di reagire».

{{*ExtraImg_223547_ArtImgRight_300x415_}}Aspettative maggiori per il numero di persone presenti. E’ la senatrice Stefania Pezzopane a ribadirlo, nelle fasi iniziali dell’iniziativa. «Si tratta di una battaglia difficile: se tutti venissero qui, oltre ad esprimere su Facebook la propria indignazione, saremmo molto più forti. La sentenza è stata troppo contraddittoria, la vicenda in generale è molto complessa. Ma dalle prove che abbiamo, tutto viene fuori, tranne che il fatto non sussiste».

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