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CTGS, «Non è tutto oro quel che luccica»

«Nessuna nuova per i dipendenti del Centro Turistico del Gran Sasso in attesa oramai da quindici giorni di ricevere gli stipendi». Questo il grido d’allarme di FILT-CGIL UILT-UIL UGL, a seguito della ‘calma piatta’ riscontrata, nonostante proclama turistici in corso.

«Nessuna novità è emersa nemmeno dall’audizione dei vertici aziendali tenuta presso la Commissione Bilancio del Comune dell’aquila. Ancora una volta abbiamo constatato l’enorme distanza tra le ambizioni di rilancio della montagna aquilana e l’assoluta impotenza o inconsistenza dei vertici aziendali».

«Noi continuiamo a sostenere che esistono precise responsabilità gestionali – si legge in una nota – se oggi trenta dipendenti sono costretti ad enormi difficoltà. Noi pensiamo che le tante risorse che l’azienda ha ricevuto in questo esercizio, unite all’ aumento delle entrate da bigliettazione, avrebbero dovuto permettere un ordinato e sereno avvio della stagione. Così non è stato e cosi non sarà. Così non potrà essere poiché non è tollerabile ne giusto spostare il debito dai fornitori ai dipendenti. Così non potrà essere perché aver in questi giorni reperito risorse per l’acquisto di prodotti di consumo e non per pagare i dipendenti, dimostra l’assoluta distanza di chi gestisce l’azienda dalle difficoltà quotidiane che vivono i lavoratori. E certo non aiuta il fatto che l’azienda rifiuti il confronto sindacale».

«Ad oggi in spregio alle norme ed al contratto l’azienda non ha inteso rispondere alla richiesta di convocazione posta dalle OO.SS, ora la stessa convocazione la richiederemo come previsto alla Prefettura dell’Aquila. Nel frattempo per i trenta dipendenti si annuncia un presente difficile ed un futuro nerissimo. Le incognite rimangono tutte, dal ruolo di Invitalia, sempre più ambiguo, agli investimenti da realizzare, e soprattutto per il destino dei lavoratori. Nel frattempo come se nulla fosse avvenuto, si procede a selezionare personale a termine, ad avviare bandi per acquisti di materiale ed attrezzature. Nulla turba il sonno degli amministratori del CTGS. Noi siamo invece molto preoccupati poiché ci ostiniamo a credere che i LAVORATORI vengano prima del gasolio e delle motoslitte, e perché le aziende non funzionano e non possono funzionare senza il determinante contributo dei lavoratori», si conclude nella nota.

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