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Banca dell’Aquila: ricostruzione dell’economia

Oltre 500 persone hanno partecipato ieri, presso il Ridotto del Teatro Comunale dell’Aquila, all’evento organizzato dal Comitato Promotore Banca dell’Aquila sulle prospettive del credito nella Regione Abruzzo.

Il Sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, intervenuto all’inizio dei lavori, ha ritenuto non più rinviabile la creazione di un istituto locale, al servizio dell’Aquila e dei territori limitrofi.

«Sarà la Banca della Città e tutto il Territorio potrà beneficiarne in termini di credito a famiglie e piccoli operatori», ha detto il Presidente della Banca del Vomano – Credito Cooperativo, Giulio Sottanelli, piacevolmente sorpreso dalla grande partecipazione di istituzioni e semplici cittadini all’appuntamento aquilano, a testimoniare la particolare attenzione espressa dalla Comunità Aquilana sul tema delle Banche di Credito Cooperativo.

«C’è veramente bisogno di una banca di credito cooperativo all’Aquila? E soprattutto, che ruolo può svolgere un istituto di credito cooperativo in un tessuto economico quale è quello abruzzese?». Se lo è domandato il Presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, nel suo intervento di chiusura alla tavola rotonda.

I partecipanti, guidata da Fabrizio Marinelli, professore ordinario dell’Università dell’Aquila, hanno analizzato le prospettive delle piccole banche abruzzesi che si sono guadagnate un posto di rilievo nel panorama delle economie locali. Riflettendo sul ruolo di questi istituti bancari che privilegiano la solidarietà rispetto al profitto, D’Alfonso ha detto che le BCC si sono assunto il ruolo «di prefigurare un’alternativa rispetto al poco che abbiamo oggi e al tanto di cui c’è invece bisogno».

«Noi, oggi, vogliamo incoraggiare questa iniziativa del Comitato promotore della Banca dell’Aquila che testimonia una fase ulteriore della ricostruzione: dopo quella delle mura, quella dell’economia.

Mi aspetto che in futuro tutte le banche di credito cooperativo della nostra regione, si mettano insieme e facciano nascere una nuova generazione di servizio di credito, magari anche potenziato dalle fondazioni bancarie».

Poi D’Alfonso si è soffermato sui nuovi principi dettati alle Regioni italiane in materia di credito, dal riformato art. 117 della Costituzione: «le regioni oggi, previo parere fondamentale della Banca d’Italia, hanno un ruolo anche nelle autorizzazioni all’esercizio del credito cooperativo, perché queste banche si occupano di sviluppo dell’economia del territorio: compito, questo, che la Regione Abruzzo vuole assolvere in pieno e per questo stiamo pensando di istituire un albo e di proporre al Consiglio regionale l’approvazione di una specifica legge regionale, magari scritta in collaborazione con le BCC abruzzesi, che sono il futuro del territorio».

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