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Sblocca Italia, Liris: «D’Alfonso chieda dimissioni Pezzopane»

«Contro lo Sblocca Italia il presidente Luciano D’Alfonso minaccia di ricorrere alla Corte Costituzionale, giura di fare le barricate. Per essere credibile deve chiedere le dimissioni della senatrice Stefania Pezzopane e di tutti i parlamentari del Pd che hanno votato la fiducia al Decreto Sblocca Italia». Lo afferma, in una nota, il vicepresidente regionale di Forza Italia e capogruppo al Comune dell’Aquila Guido Quintino Liris.

«Gli abruzzesi e gli aquilani in modo particolare – aggiunge – sono stufi di assistere a messe in scena ridicole da parte degli esponenti apicali della sinistra che, sulle più svariate situazioni, riescono ad essere ‘di lotta e di governo’. Legnini e D’Alfonso sono contro lo Sblocca Italia, la Pezzopane e gli altri parlamentari ‘sinistri’ abruzzesi votano e plaudono tale provvedimento».

«Prendiamo atto – prosegue l’esponente di Forza Italia – di come il Pd stia evolvendo rapidamente in negativo, assumendo quanto di più negativo sia rappresentato oggi da Renzi: promesse, proclami, bugie. La senatrice Pezzopane parla di quanto siano importanti i provvedimenti dello Sblocca Italia in particolare riguardo i 250 milioni per L’Aquila: è vero sono importanti – dice Liris – ma non servono certo per la ricostruzione, bensì per coprire le inefficienze amministrative della Giunta Cialente in merito alla mancata manutenzione di Progetti C.a.s.e. e Map. Tra i provvedimenti c’è anche l’obbligo per gli aquilani locatari di Progetti C.a.s.e. di pagare le utenze per metri quadrati e non per consumi reali: altro provvedimento che maschera la verità, cioè la volontà di risolvere il problema ‘gestione utenze e consumi’ delle C.a.s.e., dopo che per anni si è scelto con lucida e colpevole consapevolezza di non affrontare una situazione che oggi è diventata ingestibile».

«E D’Alfonso – osserva Liris – continua a prendere in giro gli abruzzesi affermando il ricorso alla Corte Costituzionale? Lo aspettiamo, ma, per essere credibile, chieda le dimissioni di chi, esponente a Roma del suo stesso partito, non ha rappresentato le esigenze del territorio. Altrimenti? Prenda atto di non avere alcun peso nei confronti dei suoi parlamentari e si dimetta».

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