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Grandi Rischi, i familiari delle vittime: «Mafiosi»

«Vergogna, vergogna!». Così il pubblico ha accolto all’Aquila la lettura della sentenza della Corte d’Appello che ha assolto i sette membri della commissione Grandi Rischi in merito al sisma del 6 aprile.

«Non finisce qui. Vergogna. Mafiosi. Uno Stato che non fa più giustizia, uno Stato che difende sé stesso».

Tra pianti, urla, singhiozzi rabbiosi, questi sono altri commenti urlati dagli aquilani presenti alla lettura della sentenza in Corte d’Appello per la Grandi Rischi.

Veleno e rabbia in tutti i presenti «ma c’è la legge divina di Dio, che vede tutto e che esiste tuttora», è il commento di un padre che nel sisma del 6 aprile ha perso il figlio.

«Ce li hanno ammazzati un’altra volta», scrolla la testa dicendo così una parente delle vittime.

Poi vanno via alla spicciolata ma raccontando a tutte le telecamere e i taccuini la loro «profonda indignazione».

STUDENTI IN LACRIME – Rabbia, delusione, ma anche dolore da parte dei più giovani che questo pomeriggio hanno raggiunto la sede della Corte d’Appello per assistere alla sentenza sulla Commissione Grandi Rischi. Decine gli studenti dentro e fuori all’aula, coinvolti da alcuni professori delle scuole superiori che più volte hanno invitato i ragazzi ad assistere alle varie fasi del dibattimento.

«Tutto questo è incredibile – spiega Giovanna Carli, studentessa del Liceo Classico -. La nostra città è stata segnata da una tragedia così importante e nessuno vuole aiutarci a fare giustizia. Quale esempio possiamo trarre da questo Stato? Avevamo bisogno di risposte importanti. Invece abbiamo assistito ancora una volta a un’ingiustizia conclamata».

RABBIA SU FB E TWITTER: «I MORTI NON SUSSISTONO» – «Senza parole, a questo punto è ovvio che anche il terremoto non sussiste, i morti non sussistono. Le case distrutte non sussistono. Praticamente la terra non si è neanche mossa. E noi che pensavamo addirittura un 6.3».

Dietro al sarcasmo di Gabriella c’è tutta la rabbia, espressa attraverso i canali dei social network, da parte di tanti aquilani. Quando sul web sono state diffuse le prime notizie relative alla sentenza d’Appello della commissione Grandi rischi le bacheche Facebook e Twitter si sono inondate di commenti di critica nei confronti di un dispositivo così diverso rispetto al primo grado.

«Spero che qualcuno vi tranquillizzi nel benaugurato caso vi possa succedere qualcosa di brutto», scrive Alessandro su Facebook.

Sulla stessa linea, vari utenti aquilani su Twitter augurano ai protagonisti della vicenda: «Vi auguro di vivere il 6 aprile 2009, alle 3.32. Altro che il fatto non sussiste». Mentre in tanti scrivono ‘Vergogna’, c’è qualcuno che se la prende contro una «Giustizia pronta a chiudere gli occhi di fronte alla realtà, la giustizia non esiste».

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