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Celestino non fallisce. Centra sempre l’obiettivo

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Mia cara Signora, questa volta sei stata alquanto distratta. Si sono verificati tanti episodi nuovi nella città dell’Hidalgo e non ti sei accorta di nulla. È un fatto passeggero, sei stata distratta da altre idee, o cominciano ad affiorare i primi sintomi di una latente sclerosi?

Signore, avete ragione. Non ho avuto il tempo materiale per potermi dedicare ad un cordiale e sempre illuminante dialogo con voi, ricco di spunti e particolari di grande precisione. Non si tratta di sclerosi. Statene pur certo. Vi confesso che mi piacerebbe dimenticare qualcosa, qualche guaio, tante amarezze e delusioni. Come vedete, però, non le dimentico, anzi riesco a ricordare ogni particolare senza dimenticarne nessuno. Non mi spiego, però, come avete fatto a precedermi questa volta.

Carissima, ho dedicato molta attenzione in questi giorni alle mosse e ai discorsi di Don Chisciotte. Per qualche tempo è rimasto inspiegabilmente in silenzio. Ho avuto il dubbio che fosse stato folgorato sulla Via di Damasco e che, perciò, avesse cominciato a frenare l’irruenza delle scomposte reazioni a cui ha dato sfogo in tante circostanze. Ho anche pensato: vuoi vedere che a Don Chisciotte hanno spezzato la punta della lancia?

Signore mio, non prendetevi pena per il massimo Sindaco. Sta bene. Gode ottima salute. Certo ha abbassato i toni, dal momento che, dalla ebollizione di tutti gli ingredienti che ha versato nella pentola, stanno venendo a galla tutte quelle bugie raccontate nel tempo. Malgrado si appresti velocemente a schiumarle, ne emergono altre, sempre più numerose e veloci e di maggiori dimensioni.

Mia cara vedova, forse ti riferisci all’annuncio, dato quasi in sordina, dell’ingresso della Banca tedesca nella iniziativa della famosa colossale associazione per la rottamazione degli apparati elettronici.

Mio grande Signore, come avete fatto a capire che avevo in mente questo fatto. È vero! Non riesco a spiegarmi come mai, questa volta, la notizia sia passata quasi in sordina, senza conferenze stampa e senza tanti strombazzamenti.

Carissima, ha dovuto ammettere, ob torto collo, che la Società delle rottamazioni non avrebbe mai iniziato a funzionare se non fossero arrivati i soldi tedeschi. Ti sembra poco?

Signore, non mi sembra affatto poco. Mi sembra pochissimo, invece, non aver chiesto scusa agli aquilani, ai quali aveva assicurato che gli indiani avrebbero ricollocato al lavoro oltre un centinaio di operai in lista di attesa e altrettanti giovani. Ma con quali soldi?

Mia cara, tieni presente che le vie del Signore sono infinite e questa volta, si è imbattuto con una di esse percorsa dai tedeschi in cerca di territori da colonizzare e poi lasciare alla desertificazione. Vedi acciaierie di Terni. Tu che frequenti la casa del massimo Sindaco per interessi personali di ricostruzione, spiegami una cosa. Ma che fine ha fatto il piano regolatore che, secondo l’Hidalgo e gli scudieri faccendieri, avrebbero dovuto presentare ai cittadini entro la fine del corrente anno? Nota, siamo alla scadenza!

Caro Signore mio, ritengo di potervi assicurare che, almeno Don Chisciotte, ha cominciato ad ascoltare i vostri suggerimenti con profitto. È vero! È un po’ lento. Questa, però, è la caratteristica dei grandi pensatori. Essi hanno bisogno di larghi spazi e lunghissimi tempi per cominciare a pensare. Però, non ditemi che vi è sfuggito il particolare delle prove d’autore che l’Hidalgo sta facendo con l’Università. Vuole intavolare un discorso sul piano regolatore con i responsabili dell’ateneo. Che sia ben chiaro, “solo contatti iniziali con poche parole”. Nulla più di tanto e di concreto.

Carissima, vedi come si prendono per i fondelli i contribuenti? All’inizio dell’anno si era impegnato a definire il nuovo piano regolatore entro sei mesi, cioè entro il mese di giugno. Poi, ha pensato di averla detta troppo grossa. Ha corretto il tiro e si è impegnato a presentare il piano entro la fine dell’anno. Che ti avevo detto che non avrebbe concluso nulla? Ora, infatti, sul finire della stagione comincia a dialogare con l’Università per farsi spiegare come si redige un piano regolatore. Prima di assimilare le elementari nozioni passerà ancora molto tempo. Tornerà a parlare di piano regolatore alla vigilia delle prossime elezioni.

Signore mio, devo dire, comunque, che il destino si è accanito contro l’Hidalgo. Ha dovuto prendere atto che gli aerei dallo scalo di Preturo non avrebbero potuto mai decollare a causa di una poco accorta convenzione, priva dei fondamentali elementi giuridici per una corretta e razionale gestione dell’impianto. Che ne pensate?

Mia cara devota, credo che, in questo caso, abbia dovuto ingoiare un rospo amaro. Però, guarda attentamente come riesce ad usare la stessa bilancia, ma con due pesi e due misure diverse. Nel caso dell’aeroporto ha scaricato le ipotetiche responsabilità sulla mancanza di requisiti da parte della società aggiudicataria. Ha evitato accuratamente di parlare di coinvolgimento della dirigenza. Non ha neppure accennato ad un progetto molto carente e sul quale ha effettuato la gara d’appalto. Mentre ha gettato immediatamente sulle spalle della dirigenza di settore le responsabilità dell’affidamento delle mense scolastiche, poste sotto stretta osservazione da parte della giustizia contabile. Ecco la dimostrazione lapalissiana della regola dei “due pesi e due misure”, troppo ricorrente nella grande casa di Don Chisciotte.

Signore, ora mi spiego qualche arcano che assillava la mia mente. L’Hidalgo, ormai, si sente stretto da tutte le parti. La giustizia amministrativa lo tallona. Il TAR lo condanna spesso e volentieri. Adesso ci si è messa anche la giustizia civile che intima la restituzione di euro a cinque cifre. I giovani della minoranza del partito hanno levato gli scudi. Pretendono visibilità e partecipazione nella gestione del partito e della cosa pubblica. L’opposizione non molla. Sta lacerando quelle poche vesti che sono rimaste addosso a Don Chisciotte e al suo ronzino. In tutto questo caos ha pensato bene di trovare una via di fuga, candidandosi entusiasticamente alla guida delle segreteria regionale del partito. E, poi, voi dite che è privo di idee?

Carissima, è troppo facile candidarsi. Infatti il primo stop, nel giro di pochi giorni, gli è arrivato dal suo compagno governatore della Regione. “La segreteria sta bene così com’è”. “Il segretario in carica ha operato bene”. “Nulla si muoverà se non lo decido io”. Non ha seguito nel partito. Chi vuoi che lo sostenga dopo tutte le brutte figure che ha saputo collezionare. Non dimenticare, infine, che porta sulle spalle il peso dell’onta recata a Papa Celestino quando ha preteso di fare il “giovane signore” per portare la bolla del perdono. Da quando si celebra la “Perdonanza”, non era mai successo un fatto del genere. Perciò, Celestino gli sta addosso costantemente, costringendolo a fare molti “rifiuti”. Infatti, alla presentazione del libro “30 anni di Perdonanza” non ha presenziato per paura che Celestino potesse prendere la parola e chiedere pubblicamente spiegazioni di certe operazioni. Si è fatto sostituire mandando a dire che lo aveva raggiunto “il colpo della strega”. Proprio la strega, con la collaborazione di Celestino, lo ha punito. La sera successiva, tutto pimpante, ha partecipato ad una commemorazione, ricordando i tempi della gioventù e senza sapere che tra gli astanti c’era qualcuno che aveva notato e sottolineato la sua assenza alla presentazione del libro sulla Perdonanza.

Signore mio, quanta pochezza. Quanto squallore aleggia su questa città e sui cittadini. Fatemi un favore, se potete, richiamate la mia povera anima accanto a voi prima ancora che possa essere contaminata da questi inguaribili virus. E così sia.

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