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Gli imprenditori aquilani non credono a Franceschini

Gli imprenditori impegnati nella ricostruzione post sisma dei beni culturali annunciano una nuova protesta, per il 12 novembre, contro i mancati pagamenti per i lavori effettuati che stanno mettendo numerose imprese in gravissima difficoltà.

Le recenti dichiarazioni del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini in visita a Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila) non hanno affatto rassicurato le ditte, che in alcuni casi attendono le loro spettanze dal 16 aprile scorso, ovvero da quando è terminato l’incarico del direttore regionale Fabrizio Magani, rimasto vacante fino a metà ottobre, quando è stato nominato ad interim Francesco Scoppola.

«C’è, al momento, un direttore facente funzione – ha spiegato Franceschini – e ha già i poteri necessari. Con la riforma del ministero che andrà a regime dal 1 gennaio si risolveranno questi e tanti altri problemi».

Dopo mesi e mesi di blocco di attività per l’assenza di un direttore con pieni poteri, Scoppola ha ricevuto l’incarico fino al 30 novembre e, con l’aiuto di due ispettori del Mibact, ha iniziato la liquidazione dei pagamenti alla imprese, ma in maniera molto lenta, secondo quanto denunciato dagli stessi imprenditori: i Sal (stati di avanzamento dei lavori) pagati, infatti, a oggi sarebbero solo 15.

«Dallo scorso giovedì 30 ottobre – si lamentano gli imprenditori – nulla è cambiato perché gli ispettori non sono venuti e non torneranno fino al prossimo mercoledì 12″. Per quel giorno, i titolari delle ditte impegnate nel post-sisma aquilano metteranno in scena l’ennesima protesta nella sede aquilana del Mibact in località Villa Gioia, attivando nel frattempo ogni azione sia collettiva che individuale. Per la fine di novembre, Scoppola ha assicurato che la direzione abruzzese Mibact avrà firmato mandati di pagamento di circa 600 fatture.

La cifra complessivamente erogata dovrebbe essere tra gli 8 e i 12 milioni di euro.

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