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Legnini sul caso Cucchi: «Istanza legittima»

«L’istanza della famiglia Cucchi é assolutamente legittima e fondata».

Lo ha detto il vice presidente del Consiglio superiore della Magistratura Giovanni Legnini nel corso della terza edizione del Premio Nazionale Pratola dove era tra i premiati insieme a Gianni Letta e Sergio Zavoli.

«É una vicenda dolorosissima – ha aggiunto – che ha molto colpito la famiglia e l’opinione pubblica. Per fortuna il nostro ordinamento contiene rimedi. In questo caso sia per la pubblica accusa che per la famiglia esiste ancora il ricorso per Cassazione, esiste la possibilità teorica di riaprire le indagini in presenza di elementi o fatti nuovi. Io mi auguro che su questa vicenda si possa pervenire all’accertamento della verità».

«LA GIUSTIZIA DEVE LAVORARE SENZA VELLEITA’» – «La giustizia in questi anni ha evocato patologie, divisioni, inefficienze. Ha quasi smarrito il senso declinabile in tantissimi modi, senso ricollegabile al suo significato etimologico: giusto. Io penso che noi tutti dovremmo lavorare senza velleità, ma anche senza timidezze verso il recupero del senso profondo di quella parola».

Lo ha detto il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, intervenendo oggi pomeriggio alla terza edizione del Premio nazionale Pratola.

«Ha connotato – ha proseguito – caratterizzato questa parola la patologia, in alcune fasi tra la politica e il sistema giudiziario, tra la politica e i cittadini, nei rapporti tra i cittadini e il sistema economico del resto d’Europa e del Mondo, della competitività del nostro Paese o della scarsa competitività ricondotti fondatamente molte volte alla scarsa efficienza del sistema giudiziario».

Per Legnini «la giustizia» va «intesa come ordine virtuoso nei rapporti tra le persone, tra i poteri, tra i cittadini e il potere giudiziario e i poteri pubblici. Questa é la mia ispirazione – ha sottolineato – che cercherò di coltivare con umiltà, ma anche con molta determinazione e con tutta la generosità che mi sarà possibile».

Secondo Legnini «poter ottenere un sistema di giustizia maggiormente riconducibile al senso di quella parola dipende da molte cose».

«Dipende dal legislatore – ha concluso – dipende dal governo, dipende dalla magistratura, dalla magistratura per ciò che dipende dall’organo di autogoverno».

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