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Razionalizzazione uffici, D’Alfonso: «Impegno da assolvere»

La Regione Abruzzo «sottoscrive anche culturalmente questo impegno, dobbiamo praticare questa cifra di condotta ovunque». Lo ha dichiarato il presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso, intervenendo alla cerimonia per la stipula dell’Accordo per la razionalizzazione delle sedi delle amministrazioni statali di Chieti. Si è trattato di un incontro giudicato di «grande interesse sul piano delle sperimentazioni virtuose, che potrà essere un modello per tutto il Paese».

Alla cerimonia, che si è svolta nelle sede della Prefettura di Chieti, oltre ai rappresentanti delle amministrazioni coinvolte, hanno presenziato il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Graziano Delrio.

{{*ExtraImg_222294_ArtImgRight_300x192_}}Il piano di razionalizzazione presentato oggi, come si legge in una nota diffusa dalla Regione, prevede «la riallocazione di venti uffici, espressioni delle varie articolazioni dello Stato, nella Ex Caserma Berardi, che verrà riqualificata per l’occasione con un intervento di 15 milioni di euro. L’inizio dei lavori è previsto entro tre anni dallo studio di fattibilità».

Come è stato sottolineato, «si tratta di un esperimento pilota in Italia, rispetto ai criteri fissati dal decreto del Governo per l’abbattimento del 30 per cento degli spazi utilizzati per gli uffici pubblici entro il 2015».

Infatti, si legge ancora nella nota diffusa dalla Regione, «la costituzione di questo polo logistico-amministrativo comporterà l’abbattimento totale delle locazioni passive, con un risparmio di oltre 2 milioni di euro per tutto il comparto pubblico. I benefici sono di tutta evidenza: oltre alla riduzione dei costi, la valorizzazione del patrimonio immobiliare, le ricadute sull’occupazione e la migliore fruibilità degli uffici per i cittadini».

{{*ExtraImg_222295_ArtImgRight_300x192_}}Per D’Alfonso, che ha ringraziato il sottosegretario Delrio che «porta qui la persona fisica e giuridica di Palazzo Chigi» e il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, per «la sua bella intuizione», oggi si «cristallizza il recupero della legittimazione dello Stato e si materializza quello che nel pensiero dei cittadini sarebbe stato obbligatorio dalla notte dei tempi», riferendosi all’assenza fino ad oggi di soluzioni.

Quindi D’Alfonso, ha aggiunto di aver «ereditato patrimoni immobiliari pubblici in abbondanza, ma anche tanti contratti per locazioni passive». «Dobbiamo praticare questa cifra di condotta dovunque», ha concluso.

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