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Clarinet Summit a L’Aquilone, note d’incanto in città

Un incontro tra grandi virtuosi del clarinetto jazz: questo è il “Clarinet Summit” che riunisce sullo stesso palcoscenico Alfredo Ferrario e Gianni Sanjust, solisti tra i più quotati della scena swing internazionale. Sabato 8 novembre Ferrario e Sanjust saranno protagonisti del secondo appuntamento della rassegna musicale L’Aquilone Sound, che si tiene presso il Centro Commerciale L’Aquilone dell’Aquila.

{{*ExtraImg_222216_ArtImgLeft_300x450_}} Il concerto, a ingresso gratuito, inizierà alle ore 18. A sostenere i solisti nei loro virtuosistici ‘affondi’ ci sarà la base ritmica della Swingers Orchestra fondata e diretta dal chitarrista Delio Barone e completata da Stefano Caniato (pianoforte), Renato Gattone (contrabbasso) e Claudio Bonora (batteria).

“Clarinet Summit” è uno spettacolo in stile swing che porta due dei più celebri clarinettisti jazz italiani a incontrarsi/affrontarsi sul palco: Alfredo Ferrario e Gianni Sanjust. Sarà anche un incontro tra generazioni assai lontane anagraficamente eppure perfettamente sintonizzate sul piano musicale (Sanjust è uno dei protagonisti del jazz italiano sin dagli anni Cinquanta, mentre Ferrario ha iniziato a calcare le scene negli anni Ottanta). Il programma musicale ripropone classici dello swing e grandi standard di autori come Gershwin, Cole Porter, Carmichael, Ellington.

Gianni Sanjust è nato nel 1934 a Roma in una famiglia della nobiltà sarda: ha i titoli di cavaliere, nobile dei baroni di Teulada e il trattamento nobiliare di don, ma non risulta che li abbia mai usati.

Studia il clarinetto da autodidatta. Nel 1952 insieme a Peppino De Luca forma i Traditional Dixielanders: è l’inizio di una carriera sulla vetta dello swing italiano che dura ancora oggi. Nel 1955 entra a far parte della Seconda Roman New Orleans Jazz Band, nella quale rimane sino al 1960 (al suo posto entrerà un ancora adolescente Lucio Dalla). Si trasferisce a Milano, dove ha un ruolo importante presso la casa discografica Dischi Ricordi ma continua a frequentare i gruppi locali di jazz tradizionale. In questo periodo scrive anche testi per Paolo Conte, Bobby Solo e altri protagonisti della canzone italiana. Nel 1977 torna a Roma e riprende la sua attività jazzistica quasi a tempo pieno, alternandola a quella di produttore discografico (tra gli altri per Franco Califano, Mia Martini e Mietta).

Nella sua lunga carriera ha suonato con Chet Baker, Lee Konitz, Wild Bill Davison, Romano Mussolini, Lino Patruno, Gianni Basso, Enrico Rava e tanti altri. Ma è stato coinvolto anche dal mondo del cinema: come musicista ha firmato la colonna sonora di un episodio di Capriccio all’italiana (regia di Steno), mentre come attore lo si vede in C’era una volta in America di Sergio Leone.

Alfredo Ferrario, nato a Como nel 1964, intraprende giovanissimo gli studi classici al Conservatorio di Milano, rimanendo tuttavia affascinato dallo swing e il jazz tradizionale. Grazie al suo talento strumentale, viene apprezzato e richiesto nel circuito jazz milanese e dalla metà degli anni Ottanta perfeziona le sue doti tecniche e professionali sotto la guida di Paolo Tomelleri. Inizia a frequentare così le piazze più prestigiose del jazz tradizionale mondiale, tra le quali il festival di Sacramento, il Caveau de la Huchette e lo Slow Club di Parigi, il festival di Barcellona. Si esibisce ripetutamente in Finlandia, Norvegia, Danimarca, Svezia, Olanda e Belgio oltre che in numerosi festival italiani. Ha preso parte a trasmissioni Rai condotte da Renzo Arbore e Lino Patruno. Collabora con artisti come Sammy Price, Ralph Sutton, Roy Williams, Dan Barrett, Harry Allen, Gianni Basso, Franco Cerri, Henghel Gualdi, Rossano Sportiello.

Dotato di grande sensibilità, tecnica strumentale ed eccellente gusto jazzistico, è considerato tra i migliori clarinettisti swing in circolazione in Italia.

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