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«Venduti? Ma per che cosa?»

di Lucia Ottavi

I consiglieri del Comune di Celano Cesidio Piperni e Adelio Di Loreto del gruppo di Forza Italia, dopo aver decretato la fine dell’era picconiana facendo saltare il sì al bilancio previsionale 2014, hanno inviato un comunicato a [i]IlCapoluogo.it[/i] per spiegare, una volta per tutte, le ragioni della sfiducia.

«Considerando – si legge nella nota – il recente accadimento che ha funestato la città di Celano non ci sentiamo di rilasciare ulteriori dichiarazioni se non riportare integralmente quanto già detto in sede di Consiglio comunale. Di fronte a tale lutto le vicissitudini che hanno caratterizzato la vita politica del nostro paese non sono altro che inezie. La nostra decisione non è stata presa a cuor leggero o senza le dovute riflessioni, ma parte da lontano. Ognuno di noi consiglieri ha avuto un mandato conferitoci dai nostri elettori, di amministrare nel migliore dei modi la nostra città; ma per amministrare bisogna essere coinvolti nelle decisioni importanti dell’ente e questo, soprattutto nell’ultimo periodo, non è accaduto. I nostri progetti per migliorare la qualità dei servizi per i nostri cittadini venivano quasi sempre cestinati, il nostro pensiero nemmeno ascoltato».

{{*ExtraImg_222094_ArtImgRight_300x157_}}«La situazione – aggiungono i consiglieri Piperni e Di Loreto – è precipitata quando abbiamo scelto di rimanere a militare nel partito che ci ha visto eleggere: Forza Italia, nel quale non solo ci rivediamo ma con il quale abbiamo formato un club e aperto un dialogo con numerose anime celanesi. Siamo stati additati come traditori, venduti, ma per che cosa? Perché abbiamo scelto la coerenza? Oggi la coerenza è una dote in estinzione, pochissimi, soprattutto fra i politici possono vantarsi di essere coerenti, noi lo siamo e di questo ne siamo fieri. Le elezioni del maggio scorso hanno segnato un solco inequivocabile, i cittadini ci hanno punito con l’unica arma che hanno a disposizione: il voto. Ci siamo guardati in faccia nell’ultima maggioranza alla quale abbiamo partecipato e abbiamo espresso ognuno il proprio pensiero, giusto o sbagliato che sia. Il nostro pensiero era quello di dare un segnale chiaro ad un elettorato sfiduciato, tagliare un po’ di spese superflue, non me ne vogliano gli amici dello staff e nemmeno i dirigenti, ma bisognava dare un segnale. Siamo usciti dal comune con la promessa del sindaco che da lì ad una settimana ci saremmo rivisti per affrontare nuovamente il discorso che sembrava condiviso, ma dopo qualche giorno, a nostra totale insaputa venivano assunte altre persone! Io e il collega Di Loreto insieme a Frigioni che allora era parte di un gruppo solido e con noi aveva condiviso tutto, ci siamo guardati in faccia e abbiamo preso una decisione inequivocabile, le dimissioni dalla giunta. Peccato che il giorno dopo al protocollo eravamo solo io e Di Loreto, ripeto persone coerenti, era la metà di luglio».

«Non abbiamo rilasciato dichiarazioni sui giornali – concludono Piperni e Di Loreto – sempre per far sì che questo segnale potesse migliorare le cose e poi chissà . . . Ma nessuno ci ha chiamati fino alla fine di agosto, quando si avvicinava sempre più l’appuntamento con il bilancio. Molto dignitosamente abbiamo aperto un dialogo cordiale con il sindaco, ma le posizioni sono sempre rimaste distanti ed oggi eccoci qua a votare contro una maggioranza nella quale non ci rivediamo più».

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