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Speciale Halloween, IlCapoluogo.it in black

di Gioia Chiostri

Gatto nero sottobraccio, gufo appollaiato sulla spalla sinistra, quella un po’ sbilenca. Cuore stralunato, animo malvagio. Sorriso sdentato, a tratti invadente. Occhio beffardo, con lentiggini sul volto, fattezze svelte. La strega è un’immagine tanto peregrina quanto spaventosa. Di notte, affronta il cielo nero in sella alla sua scopa e di giorno s’affaccenda fra almanacchi e ampolle cristalline. Ma anche no. La strega, signori, nel 2014, è la donna col potere in pugno.

Antagonista di molti uomini, la donna, feroce quando serve, multifunzione quasi sempre e testarda e determinata non appena sente odor di suocera all’orizzonte, è divenuta il classico esempio di arpia 3.0. Sa tutte lei, soffre tutto lei, capita tutto a lei. Il peggior marito sulla Terra, lo ha lei; il cane più indisciplinato sempre lei, i figli più iperattivi? Ancora lei. Ma riesce a far tutto perché è donna e le donne, si sa, sopportano. Sono nate per soffrire, avrebbe detto un caro vecchio adagio popolare. Le donne, in breve, nella loro scalata al milione – per voler riprendere il ‘ritornello’ di un noto quiz TV – hanno lottato. Eccome se lo hanno fatto. Altezza dopo altezza, quota dopo quota, neve dopo neve, trambusto dopo trambusto, tempesta dopo tempesta. Erano senza voto, senza volto, senza auto. Erano senza lavoro, senza diritti, senza dignità. Senza scelta, senza divorzio, senza aborto. Erano senza soldi, senza casa, senza studio, senza lettura, senza scrittura. Poi, hanno ritrovato sé stesse. Si sono svegliate da quel buio incontrastato, silenzioso, inesplorato e, complice la mascolinità, forse, di alcune donne più altere e ruggenti di altre, hanno fatto storia indossando minigonne, affrontando tribunali, separandosi in casa e lavorando 12 ore al giorno col marito ai fornelli.

{{*ExtraImg_221899_ArtImgRight_300x379_}}Modello incontrastato, una senatrice originaria di una città medievale, ove un tempo uomini imperiosi comandavano a bacchetta solerti cortigiane e ove monaci colti mettevano a sedere la cultura alla tavola dei re. Lei, regina su di un trono accalappiato per preferenze – scelta per la sua audacia – dà oggi consigli su uomini potenti, si fa selfie con capi di altri stati e va in TV mettendo a tacere concorrenti e prepotenti. La Ricostruzione? Per lei la faranno le donne. Stefania Pezzopane ha in sé il seme della lotta di classe e quel sapore di donna moderna e sapiente. Sue le ricette più strampalate, gli incantesimi più avvincenti. A qualsiasi problema, risponde con un’interrogazione parlamentare e, se chiude una fabbrica, lei sceglie, di norma, di stare con gli operai (alla faccia dei padroni maschilisti). S’intende di ferrovie, di meccanica, di agricoltura – un tempo tutte materie mascoline – e non lesina opinioni quando a sfotterla sono i consiglieri comunali aquilani maschi.

Cruda la storia. Tanto cruda che per addolcirla non basterebbe un articolo divertente e leggero. Ma noi de IlCapoluogo.it ci proviamo lo stesso, trasformando la ricorrenza americana della festa delle personalità fantasiose, nell’occasione adatta ad intervistare una vera Strega, a realizzare dei dolcetti stregoneschi e a lasciare che i bimbi, una volta ogni tanto, possano essere tali, senza le ingerenze da parte di una società che sembra volerli adulti prima del dovuto. Lo speciale de IlCapoluogo.it sulla festa mascherata per eccellenza. Dietro la maschera, alcune verità. Dietro le verità, altre maschere da smascherare.

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