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Processo ‘Casematte’, parla la Guzzanti

«La mia testimonianza è durata molto poco perché il giudice ha dichiarato inammissibili praticamente tutte le domande che mi dovevano fare, me ne hanno rivolte solo due o tre: è stato un viaggio un po’ inutile».

Così l’attrice Sabina Guzzanti racconta la brevissima deposizione rilasciata all’Aquila, nell’udienza dedicata ai testimoni della difesa, al processo per l’occupazione dell’edificio della Asl rinominato “Casematte”.

Al termine il dibattimento è stato aggiornato al 6 febbraio 2015. Nel procedimento sono imputate 12 persone, accusate di invasione di edifici pubblici. L’occupazione, iniziata dopo il sisma del 2009, è ancora in atto; la struttura è diventata luogo di aggregazione ed eventi. Con l’attrice – che sulla gestione dell’emergenza post sismica ha girato il docu-film “Draquila” – la difesa ha chiamato a testimoniare, tra gli altri, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e il manager della Asl all’epoca, Roberto Marzetti. La Asl provinciale dell’Aquila attuale si è costituita parte civile chiedendo un risarcimento di 50mila euro.

Fonti difensive hanno espresso soddisfazione rilevando come in questa udienza sia stato sostanzialmente legittimato l’accesso degli imputati all’area. «A Casematte sono andata a girare qualcosa, a seguire qualche dibattito, un po’ come molti aquilani, non ho vissuto in prima persona le vicende dell’occupazione», ha detto Guzzanti raccontando anche di come ci sia stato “un battibecco tra il giudice che dichiarava inammissibili le domande e l’avvocato che non era d’accordo».

L’ex manager Marzetti, predecessore dell’attuale, Silveri, ha dichiarato di aver avuto rapporti con il “Comitato 3e32”, sorto dopo il terremoto, con il quale si sarebbero gettate le basi per formalizzare, prima del termine del suo mandato, un accordo per la gestione della struttura.

Il sindaco Cialente ha ribadito che si era interessato per consentire la presenza del Comitato con note alla Asl e incontri e ha ricordato di aver chiesto alla Asl di assegnare lo spazio al Comune per affidarlo ad associazioni.

La vicenda giudiziaria, ha fatto notare un altro dei testimoni, l’antropologo Antonello Ciccozzi, si può parafrasare in una persona che presta la propria automobile e poi ne denuncia il furto; e ancora, il dottor Alessandro Sirolli del Centro diurno psichiatrico della Asl ha evidenziato come grazie proprio al Comitato sia stato possibile fare terapia a pazienti psichiatrici. Gli imputati sono Francesco Camizzi, Marco D’Antonio, Alessio Di Giannantonio, Alessandra Di Vincenzo, Giuseppe Gasbarri, Mattia Lolli, Marco Sebastiani, Gianluca Taralli, Alessandro Tettamanti, Sara Vegni e Angelo Venti.

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