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«Renzi ignora L’Aquila»

«La ricostruzione dell'Aquila e dei comuni del cratere dovrebbe essere in un paese civile una grande priorità nazionale ma nell'Italia guidata dal governo Renzi viene derubricata a questione risolvibile con rassicurazioni che al momento non trovano concretamente applicazione con gli impegni di spesa necessari». Così si esprime in una nota al vetriolo il gruppo di Rifondazione Comunista di L'Aquila, nelle voci di Goffredo Juchich, Segretario Comunale Prc L'Aquila e Enrico Perilli, Capogruppo Prc Comune L'Aquila.

«Non un euro - dicono all'unisono - è stato previsto nella legge di stabilità e se pure con qualche tardivo emendamento delle risorse si possono ancora introdurre preoccupa che in fase di elaborazione del testo L'Aquila è stata del tutto dimenticata. Bisogna invece affrontare il cuore del problema delle risorse e della governance con una determinazione che non riscontriamo nell'attuale esecutivo, impegnato a massacrare i diritti dei lavoratori e a mantenere sotto lo 0% tutti gli indicatori economici del paese. Purtroppo, nonostante la buona volontà del gruppo dirigente del Pd aquilano, il cambio di marcia fondamentale per ridare un impulso alla ricostruzione non c'è stato e si prosegue con la penosa pratica del viaggetto semestrale a Roma alla ricerca di risposte che faticano ad arrivare. La linea di questo governo è la stessa dei precedenti: non una richiesta è stata avanzata in Europa per sforare il rapporto deficit/pil del 3% nelle grandi catastrofi naturali, nessuna proposta di legge organica e finanziata sul flusso delle risorse economiche, la solita confusione nella gestione della governance e infine la propensione a dimenticare che nel nostro territorio cinque anni fa c'è stato uno dei terremoti più devastanti degli ultimi 150 anni sul suolo nazionale.

«A noi non interessa - si legge ancora nella nota - una eventuale visita di Renzi in città, a noi interessa che l'agenda del governo si riempia di pagine su cui è scritto ricostruzione con le lettere maiuscole. Ci aspettiamo pertanto che con coraggio e determinazione, superando divisioni e interessi di parte, le forze politiche e sociali cittadine tornino a battersi, magari pensando ad una grande manifestazione, per riportare al centro dell'attenzione la vicenda dell'Aquila e del cratere sismico».

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