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Blackout alla LFoundry, riprendono le attività

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di Lucia Ottavi

E’ finalmente tornata alla normalità la situazione alla LFoundry dopo il blackout di domenica mattina.

Ieri, alle ore 11.40, un guasto alla linea elettrica ha causato la mancanza della fornitura dell'energia elettrica dello stabilimento, con conseguente spegnimento delle macchine di produzione. Così come previsto dal piano di sicurezza, tutti i dipendenti presenti in quel momento, circa 100, hanno abbandonato lo stabilimento, raggiungendo il punto di raccolta adiacente al sito.

«La produzione - si legge in una nota diramata dalla LFoundry - si è fermata per circa 8 ore, durante le quali sono stati effettuati i controlli del caso e sono state accertate le cause che hanno determinato lo stop: si è trattato di un guasto ad uno dei 4 feeder presenti in azienda, ovvero un nodo di trasmissione di energia elettrica a media tensione. Attualmente il feeder non funzionante è stato isolato e il carico elettrico è stato trasferito sugli altri 3 in attesa di risolvere definitivamente il problema. Pur nella sua gravità, quanto successo non è il risultato di un malfunzionamento di un sistema di sicurezza previsto, ma è un evento per sua natura assolutamente raro».

Ieri, alle 17, il 50 per cento del personale è stato rimandato a casa, mentre l’altro 50 per cento, composto da personale tecnico, è rientrato in [i]clean room[/i] per iniziare i lavori di ripristino delle macchine. Il tutto in completa sicurezza, una volta verificata la funzionalità degli allarmi e dei sistemi di emergenza.

La produzione sta riprendendo oggi la normale attività. Il rientro del 100 per cento del personale è avvenuto già ieri sera con il turno delle ore 20, durante il quale gli operatori si sono concentrati sulla pulizia delle macchine e delle attrezzature, attività necessaria a seguito dell’interruzione dei sistemi di ventilazione dell’ambiente produttivo (clean room) che deve rispettare standard di pulizia 1000 volte maggiori di una camera operatoria. Contemporaneamente tecnici e ingegneri si sono adoperati alla rimessa in funzione dei macchinari e all’analisi della qualità del materiale produttivo.

Stanno procedendo senza tregua le analisi sui prodotti in linea con l’obiettivo di non generare alcun tipo di ritardo nei tempi di consegna ai clienti e di garantire al tempo stesso il massimo della qualità.

La stima del danno verrà definita con certezza nei prossimi giorni: si tratta comunque di un danno economico ingente che, inutile dire, grava ancora di più sulla delicata situazione dell’azienda in regime di contratti di solidarietà.

Una cosa è certa, l’interruzione che si era verificata nell’estate del 2010 nell’allora Micron, per un corto circuito del trasformatore di rifasamento della sotto-stazione elettrica, aveva portato a un danno di 800mila euro. Il blackout durò appena 40 minuti.

«Sebbene – afferma Riccardo Martorelli, Chief Operation Officer di LFoundry - nella giornata di ieri la causa non fosse stata univocamente determinata, la sicurezza delle persone presenti in clean room prima e dopo l’evacuazione è sempre stata garantita, questa è la nota positiva della vicenda. Un ringraziamento particolare va a tutti i colleghi che hanno contribuito alla gestione dell’emergenza, al contenimento dei danni e al ripristino repentino della normale funzionalità dello stabilimento con la calma e la professionalità che hanno sempre contraddistinto il nostro operato».

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