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Ricostruzione, ecco le scuole ai nastri di partenza

Il Consiglio comunale dell'Aquila è riunito in seduta straordinaria per discutere in merito allo stato della ricostruzione delle scuole, in riferimento a finanziamenti, progettualità e programmi. La convocazione fa seguito a un'istanza dei consiglieri Tonino De Paolis (Pd) e Antonio Nardantonio (Socialisti riformisti).

«I settori comunali Edilizia scolastica e Pianificazione - ha dichiarato l'assessore ai Lavori pubblici e all'Edilizia scolastica Alfredo Moroni - hanno condotto, avvalendosi del supporto dell'Università dell'Aquila, una dettagliata ricognizione delle scuole di proprietà del Comune, finalizzata alla redazione di una proposta di piano generale di ricostruzione dell'edilizia scolastica. Questo piano sarà strutturato sulla base dell'attuale stato di agibilità degli edifici scolastici, dell'adeguatezza di questi ultimi alle norme attualmente vigenti, dell'assetto urbanistico e demografico della città, delle priorità di interventi, individuate alla luce delle criticità presentate dai Musp, e della disponibilità dei finanziamenti. A fronte di un fabbisogno finanziario di complessivi 52 milioni di euro, quantificati dal Comune fin dal 2011 - ha proseguito l'assessore Moroni- l'Usra, l'Ufficio speciale per la ricostruzione, ha comunicato la disponibilità di una prima tranche di 12 milioni di euro, oltre a successivi 19 milioni e 600mila euro. Nonostante l'immediato avvio di incontri e il raggiungimento dei relativi accordi, l'Usra ha subordinato il trasferimento dei fondi alla presentazione, da parte del Comune, dapprima dei soli progetti preliminari, poi di quelli definitivi ed esecutivi. Tutto questo ha determinato dei ritardi e vanificato gli sforzi del Comune, finalizzati ad una rapida ricostruzione dei plessi scolastici. Oggi siamo finalmente in grado di partire con la ricostruzione delle scuole che rientrano nella prima tranche di finanziamenti per 12 milioni di euro. Si tratta della scuola primaria "Mariele Ventre" di Pettino, per un importo complessivo di 6 milioni 220 mila euro, per cui è in fase di definizione il bando di gara. Abbiamo, inoltre, la scuola primaria di Coppito, per la quale è attualmente allo studio un'ipotesi di delocalizzazione, con ricostruzione in un'area limitrofa, la scuola primaria di Arischia, la scuola dell'infanzia di San Sisto, che si sta pensando di accorpare a quella di Santa Barbara, ampliando il relativo plesso. Con gli ulteriori 19 milioni 600mila euro - ha concluso l'assessore- si procederà alla ricostruzione delle scuole dell'infanzia e primaria "San Giovanni XXIII" e della scuola media Patini Cirillo di Sassa Scalo».

«La ricostruzione delle scuole, che rappresenta una costola fondamentale dell'intero processo di rinascita della città - ha dichiarato l'assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano - va inserito in quello della Pianificazione. Un piano di ricostruzione delle scuole che abbia efficacia e valenza deve partire dall'analisi dei mutati assetti urbanistici e del fabbisogno della popolazione, in relazione alle concentrazioni demografiche e ai servizi di quartiere. Una grande importanza sarà rivestita, senz'altro, dalla realizzazione di poli scolastici. In particolare pensiamo a quello che sorgerà all'interno della Caserma Rossi, nel quartiere del Torrione. Un progetto in grado di garantire la necessaria programmazione urbanistica e logistica e, dunque, di ottimizzare l'offerta e migliorare le condizioni di viabilità e i tempi di raggiungimento delle sedi scolastiche, perseguendo l'obiettivo dell'amministrazione comunale di ricostruire una città più moderna e funzionale, a cominciare proprio dalle scuole. Siamo ancora di fronte, infatti - ha concluso l'assessore - a carte di lavoro. I problemi di addensamento scolastico devono essere necessariamente tenuti insieme nella visione finale della pianificazione».

La seduta si è conclusa in serata, dopo una lunga discussione. Hanno partecipato ai lavori numerosi dirigenti scolastici.

A seguito della presentazione di una proposta di mozione da parte dei consiglieri Ettore Di Cesare (Appello per L’Aquila) e Vincenzo Vittorini (L’Aquila che Vogliamo), contenente la richiesta dell’istituzione di un tavolo tecnico e della pubblicazione on line del piano di ricostruzione delle scuole e del relativo cronoprogramma, il vice presidente Ermanno Giorgi, che guidava i lavori, ha richiesto la verifica del numero legale. Hanno risposto al voto 12 consiglieri, insufficienti per garantire la validità della seduta che, pertanto, è stata sciolta.

FI E NCD: ENNESIMA OCCASIONE PERSA - «La seduta del Consiglio comunale dell'Aquila è stata l'ennesima occasione persa per fare chiarezza su una questione di cruciale importanza per la rinascita della città, quale la ricostruzione delle scuole», hanno commentato, in una nota congiunta, i consiglieri comunali Guido Quintino Liris, capogruppo di Forza Italia, e Alessandro Piccinini del Nuovo Centrodestra.

«Il Consiglio si è infatti dilungato oltre misura in una serie di interventi tecnici, da parte dei dirigenti scolastici e delle dirigenti comunali di settore, cui ha fatto da contraltare il 'libro dei sogni' dell'Amministrazione. Se da una parte, infatti - scrivono i consiglieri - comprendiamo i legittimi sfoghi del personale della scuola, frustrato da anni di immobilismo e di assenze di risposte, dall'Amministrazione ci saremmo aspettati ben altro, soprattutto alla luce del fatto che la convocazione del Consiglio era stata richiesta da due esponenti della maggioranza. Quella che è stata presentata, infatti, come una ipotesi di piano di ricostruzione delle scuole, non è altro che una scatola vuota. L'unica certezza, emersa in tutta la sua disarmante evidenza, è stata la totale mancanza di risposte da parte della giunta Cialente che ha manifestato, con tutta chiarezza, un nervo scoperto. L'ipotesi di piano che, appunto, a oltre cinque anni dal sisma, non è che una bozza da sottoporre eventualmente al Consiglio comunale, non contiene alcun accenno alla situazione dei Musp. Vale a dire in che condizioni si trovino, se e quando e con quale ordine di priorità verranno smontati».

Sempre secondo Liris e Piccinini «non vi è, inoltre, una programmazione ragionata, su base urbanistica e demografica, rispetto alla ricostruzione delle scuole, dal momento che è di tutta evidenza che un conto è ragionare a breve e medio termine, e dunque alla luce dei nuovi, in alcuni casi, grandi insediamenti Case, un conto è ragionare a lungo termine e sulla base dell'assetto che andrà riprendendo la città anche riguardo alla distribuzione della popolazione. Le frazioni poi, come sempre, sono del tutto dimenticate. Mancano, soprattutto, i tempi, non c'è un cronoprogramma preciso degli interventi. Una figuraccia, insomma, per l'Amministrazione comunale - concludono i consiglieri - che si è dimostrata del tutto impreparata su un tema di tale importanza, a fronte delle belle parole di cui si riempie la bocca parlando di giovani e di futuro».