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Crollo balcone C.a.s.e.: in 39 su registro indagati

Il pm titolare dell’inchiesta sul crollo di un balcone in legno in un alloggio antisismico del progetto Case all’Aquila, Roberta D’Avolio, ha iscritto sul registro degli indagati 39 persone.

L’inchiesta scattata dopo il crollo a Cese di Preturo per «difetti di costruzione e utilizzo di materiale scadente» è passata dalla fase contro ignoti, a quella contro noti.

Nei prossimi giorni ci saranno le notifiche. Nelle ipotesi di reato potrebbero aggiungersi truffa e falso. Crollo colposo, frode nelle pubbliche forniture e omissione di lavori in edifici che minacciano la rovina le ipotesi di reato già note per il crollo del balcone in una delle 19 new town lo scorso settembre, per fortuna senza danni alle persone.

In particolare, la Procura procederà prima alla nomina dei consulenti dell’accusa. I magistrati mirano a risalire alle responsabilità non solo sui balconi in legno, ma anche sulle palazzine costruite con quei criteri. Non a caso nei giorni scorsi il gip del Tribunale dell’Aquila per l’incolumità della gente e la conservazione della prova ha disposto l’apposizione di sigilli a 800 balconi, uguali a quello caduto a Cese di Preturo, in 494 alloggi siti in cinque delle 19 new town del progetto case e il sequestro di una palazzina a Cese di Preturo.

Il progetto Case è l’insediamento voluto dall’allora premier Berlusconi subito dopo il sisma, costato un miliardo di euro, costituito da circa 4.500 appartamenti che hanno dato un tetto a oltre 16 mila aquilani rimasti senza casa.

Nel mirino della magistratura ci sarebbero tutti coloro che hanno avuto ruoli nella filiera: sotto accusa potrebbero finire funzionari della Protezione civile, stazione appaltante del progetto Case, del Comune dell’Aquila, la commissione di collaudo, tecnici che hanno redatto le certificazioni dei materiali, e i rappresentanti delle ditte che hanno realizzato le cinque new town e di quella fornitrice del legno.

La rottura degli indugi da parte della Procura, che vuole velocizzare le indagini, è arrivata nel corso di un lungo summit al quale hanno partecipato, tra gli altri, il procuratore Fausto Cardella, la sostituta D’Avolio, il comandante provinciale del Cfs Nevio Savini e il capo del nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale (Nipaf) Antonio Renato Rampini e personale della Guardia di Finanza: questi ultimi svolgeranno le indagini con il Cfs dopo l’affidamento delle carte, arrivate da Piacenza, dell’inchiesta della procura del centro lombardo, sulla Safwood, la ditta che ha fornito il legno con cui sono stati realizzati i balconi. Secondo le fiamme gialle piacentine che indagavano sul crac dell’azienda, il materiale sarebbe scadente.

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