di Claudia Giannone
Riparte il processo alla Commissione Grandi Rischi: con inizio fissato alle 9.30 di questa mattina, i personaggi attesi in aula iniziano a comparire agli occhi della stampa, presso la Corte di Appello dell’Aquila.
I nomi dei sette imputati: Franco Barberi, all’epoca presidente vicario della Commissione Grandi Rischi, Bernardo De Bernardinis, ex vice capo del settore tecnico del dipartimento della Protezione Civile, Enzo Boschi, all’epoca presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Giulio Selvaggi, direttore del Centro Nazionale Terremoti, Gianmichele Calvi, direttore di Eucentre e responsabile del progetto C.A.S.E., Claudio Eva, ordinario di fisica all’Università di Genova e Mauro Dolce, eirettore dell’ufficio rischio sismico di Protezione Civile, condannati a sei anni in primo grado, accusati di aver dato false rassicurazioni agli aquilani in seguito alla riunione svoltasi a L’Aquila il 31 marzo 2009, pochi giorni prima del sisma che colpì la città.
{{*ExtraImg_219350_ArtImgRight_281x500_}}In seguito all’appello dei presenti, l’avvocato di parte civile Cecchini richiede la proiezione di alcuni documenti audio tratti dalla trasmissione “Presa Diretta”: nella puntata del 20 gennaio 2013, infatti, uno degli imputati, De Bernardinis, ammetteva che le scosse sarebbero potute durare per molto tempo, ma non avrebbero subito un eccessivo innalzamento della magnitudo. Le dichiarazioni, alla presenza del sindaco della città Massimo Cialente e di altri importanti personaggi, tra cui tre degli imputati e Daniela Stati, avrebbero ora una rilevanza notevole, ma la difesa si oppone: le stesse affermazioni, essendo riportate attraverso delle piccole parti del programma, potrebbero essere state in realtà inserite in un contesto totalmente diverso.
La corte, però, dopo circa mezzora di attesa, dispone la proiezione dei file.
Si attende, inoltre, per la decisione di un calendario in grado di stabilire i giorni in cui effettivamente le udienze si terranno: al principio, era stato previsto che ogni venerdì e sabato del mese di ottobre l’aula sarebbe stata utilizzata per questo processo, ma a seguito di alcune contestazioni, ora si dovrà aspettare prima di sapere quando si tornerà nel palazzo della Corte di Appello.
Come afferma lo stesso Marcello Melandri, avvocato difensore di Enzo Boschi intercettato prima dell’ingresso in aula, «sembra che la presidente voglia fare udienza anche domani. Solo quando usciremo, potremo cercare di capire come verranno divise le varie giornate».
Non parla Franco Barberi, che sfila dinanzi l’entrata, ma senza rilasciare dichiarazioni.
A breve aggiornamenti.

