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Azione ‘antigasdotto’, un’assemblea pubblica per dire No

La convocazione di un’assemblea pubblica, che vedrà insieme enti locali, rappresentanti istituzionali e comitati, per ribadire le ragioni del no al metanodotto “Rete Adriatica” e alla centrale di compressione gas e per chiedere l’annullamento della conferenza dei servizi prevista per martedì 30 al Ministero dello Sviluppo Economico.

Questa l’iniziativa assunta dall’assessore comunale e responsabile del Coordinamento interregionale antigasdotto Alfredo Moroni.

L’assemblea si terrà a Sulmona lunedì 22 settembre, alle ore 15, all’interno del cinema Pacifico. Sono stati invitati a partecipare i presidenti e gli amministratori delle Regioni Abruzzo, Marche, Umbria, Molise e Puglia, interessate dal passaggio dell’infrastruttura, i parlamentari dei territori coinvolti, i presidenti e gli amministratori delle rispettive Province, i sindaci, le comunità montane, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, economiche e sociali e i Comitati “Cittadini per l’Ambiente” e “No Tubo”.

«Si tratta di un’iniziativa condivisa con la Regione Abruzzo, con il Comune di Sulmona e con tutte le Regioni interessate. – ha dichiarato Moroni –In questo momento la priorità è quella di ottenere l’annullamento della Conferenza dei servizi prevista per il giorno 30 poiché, se si autorizza l’opera così com’è, ossia con questo percorso, la cosa è fatta. Per questo bisogna opporsi in ogni modo, anche con azioni eclatanti. Mentre ancora stiamo discutendo circa un’alternativa al percorso individuato dalla Snam non è possibile avere questa spada di Damocle che pesa sulle nostre teste e che rischia di vanificare ogni sforzo a tutela del territorio. Al tavolo nazionale, che è stato finalmente attivato a livello interministeriale, chiediamo, dunque, di continuare la concertazione intorno alla nostra proposta, espressione della volontà manifestata da ben cinque Regioni, dagli enti territoriali e dalle comunità locali».

«Chiediamo un ripensamento rispetto alla scelta, più economica ma insostenibile da un punto di vista ambientale, di far passare il metanodotto lungo la dorsale appenninica, in territori ad altissimo rischio sismico, e di localizzare la centrale di compressione gas a Sulmona. Un percorso che determinerebbe rischi altissimi per la sicurezza dei cittadini, pesanti ripercussioni sull’ambiente e conseguenze devastanti per le economie locali, a carattere agroalimentare e turistico. Da anni – ha proseguito Moroni – ci battiamo per sostenere la scelta di un percorso alternativo e meno impattante lungo la costa e abbiamo incassato, come Coordinamento, il sostegno dei Consigli e delle Giunte regionali dei territori interessati, attraverso atti formali. Alla luce di tutto questo è dunque necessario l’annullamento della Conferenza dei servizi e la prosecuzione del confronto all’interno del tavolo tecnico interministeriale».

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