L’Aquila Calcio fischiata, Pagliari: “Reazione giusta”

di Claudia Giannone

Il primo a parlare, al termine del match che ha visto L'Aquila pareggiare per 1-1 contro il Prato, è il ds rossoblù Ercole Di Nicola. Con tranquillità e senza esitare, risponde alle domande continuando a proclamare gli intenti della società per la stagione in corso, nonostante un po' di rammarico per l'incontro odierno.

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«Oggi non è stata una grandissima partita, ma nel secondo tempo abbiamo dato prova di forza. Questo è un gruppo importante in cui tutto devono dare il proprio contributo. Stiamo facendo qualcosa di importante per la causa rossoblù. Dobbiamo stare tranquilli e non guardare la classifica».

«L'anno scorso - ha proseguito il ds - abbiamo avuto un periodo negativo al termine del girone di andata, questa volta all'inizio del campionato. Ora dobbiamo rimboccarci le maniche, evitare gli errori che stanno facendo la differenza in negativo. E lavorare».

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«I ragazzi si sono impegnati tutti, dal primo al novantesimo minuto. Hanno dato tutto quello che avevano. È normale che dopo una settimana particolare non era facile prendersi delle responsabilità, e loro l'hanno fatto».

Ad aggiungere qualcosa alle sue parole è il tecnico dell'Aquila Giovanni Pagliari, che subito commenta il comportamento degli spettatori, passando poi ad un'analisi dell'incontro.

«La gente paga il biglietto, è giusto che faccia ciò che vuole. Ho visto bene i ragazzi, ciò che mi interessa in questo momento è vedere la grinta e la cattiveria. Avevo l'impressione che la squadra potesse fare anche il secondo goal, ma abbiamo avuto la reazione giusta».

«C'è una pressione inaudita - ha confermato - dopo due giornate di campionato, ma noi dobbiamo continuare in questo modo. Dobbiamo essere bravi a lavorare sul campo e a seguitare con quello spirito che ho visto dal primo minuto. Il gioco verrà dopo».

E quando la domanda sulla conferma del suo posto giunge, il mister mantiene la propria calma e risponde senza esitare.

«Non mi sento messo in discussione. Ho trascorso qui sedici mesi in cui abbiamo scritto la storia, non credo che tre partite bastino per cambiare l'opinione su di me».