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Squinzi a L’Aquila, imprenditoria e imperativi

Sulle riforme «gli imprenditori stanno facendo il loro dovere glielo assicuro perché abbiamo il carico fiscale più alto dei tre Paesi più industrializzati. Non mi sento di gettare nessuna colpa al ceto imprenditoriale, è una situazione molto complicata da cui il nostro Paese deve uscire».

Lo ha detto all’Aquila il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano sulla Bce che ‘tira le orecchie all’Italia e c’è Renzi che fa fatica a far passare il discorso delle riforme’.

«Ci sono tante cose da fare – ha aggiunto Squinzi – e il primo ministro sicuramente ha la visione. Io credo che partendo da una giusta visione si sia capaci di scaricare a terra la potenza di una macchina da formula Uno, si possa effettivamente ritrovare la strada di nuovo della crescita”. Squinzi ha partecipato a un incontro dal titolo “Ricostruire e ripartire. Riflessioni sul futuro dell’Aquila e dell’Italia», in occasione dell’inaugurazione del nuovo show room del gruppo Orsolini che ha appena assunto 9 persone dell’Aquila.

«L’apertura di un nuovo esercizio commerciale sono le prime cose che ad un imprenditore, a un presidente di Confindustria aprono il cuore, testimoniano che c’è della gente che crede ancora in questo Paese nella capacità, nella possibilità di crescere e di creare occupazione, lavoro, e quindi benessere, progresso sociale per tutti, soprattutto in una città come L’Aquila che è stata colpita in maniera quasi a morte (il riferimento è al terremoto del 6 aprile 2009, [i]Ndr[/i]) e che vuole risorgere con una determinazione, a maggior ragione un evento assolutamente simbolico di quelli che aprono il cuore veramente».

Lo ha detto il presidente di Confindustria a margine dell’ inaugurazione nella periferia est dell’ Aquila di un secondo punto vendita del gruppo Orsolini, specializzato nella vendita di materiali per l’ edilizia, che ha deciso di assumere nel nuovo show room nove dipendenti.

SUL TERREMOTO HA DETTO: «PROCEDERE IN FRETTA CON LA RICOSTRUZIONE» – «Io ho appena incontrato gli esponenti dei vertici della Confindustria locale, credo che bisogna senz’altro procedere alla ricostruzione di questa città nel più breve tempo possibile ma occorre creare delle opportunità di lavoro, bisogna creare le condizioni perché le imprese, in modo particolare quelle manufatturiere, qui ci sono alcuni esempi come il polo farmaceutico, hanno necessità di poter insediarsi, crescere e contribuire alla rinascita di questa città».

Lo ha detto Giorgio Squinzi parlando della ricostruzione della città dopo gli eventi calamitosi del 2009.

SQUINZI SULLA SPENDING REVIEW: «IL FUTURO E’ LEGATO ALLA RIPARTENZA DELLE IMPRESE» – «La politica identifichi un progetto per questo Paese, le risorse non ci sono, il primo ministro ha questa visione di reperire 24 miliardi dalla[i] spending review[/i] per fare investimenti ma diciamoci la verità, risorse non abbiamo, siamo in situazione critica. Io e la mia Confindustria crediamo che il futuro di questo paese possa essere legato solo alla ripartenza delle imprese, in particolare manifatturiere. Creare lavoro significa creare benessere sociale», questo il suo pensiero in merito alla ricostruzione dell’Aquila e dell’Italia.

SULLA LEGGE DI STABILITA’, DICE: «CHIEDIAMO RIFORME A COSTO ZERO» – «Nelle prossime settimane abbiamo la prova impegnativa della Legge di Stabilità, noi di Confindustria chiediamo riforme a costo zero, in particolare la riforma del lavoro, una priorità, come ha detto giustamente Mario Draghi. Dobbiamo semplificare e modernizzare questo Paese, gli imprenditori hanno bisogno di 7 anni per una licenza edilizia e costruire uno stabilimento».

SQUINZI SULLA RESTITUZIONE DELLE TASSE DA PARTE DELLE IMPRESE AQUILANE: «RESTITUIRE LE TASSE ALL’UE? PAGHI IL GOVERNO» – «Se dovesse succedere che si debba restituire (le tasse, ndr) dovrà essere a carico del governo centrale, non possono essere le imprese o magari i cittadini a pagare». Così il presidente dell’associazione, Giorgio Squinzi, a margine di un evento all’Aquila, ha preso posizione schierandosi dalla parte del capoluogo abruzzese nella trattativa per la restituzione delle tasse sospese per le attività produttive a seguito del sisma del 6 aprile 2009.

«Confindustria centrale è a disposizione di quella locale – ha aggiunto – per evitare che si debbano restituire fondi».

La Commissione Europea valuta infatti di equiparare il beneficio concesso a una sorta di aiuto di Stato e quindi sanzionabile secondo le norme comunitarie. La stima è di 111 imprese che hanno ottenuto agevolazioni superiori ai 200 mila euro previsti dal regime del de minimis. Sull’argomento ha parlato anche il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente. «Non possiamo restituire i soldi perché non è giusto. Chiedo più coraggio al nostro governo e soprattutto ai nostri burocrati – ha affermato – perché quando si va in Europa le personalità più importanti fanno più gli interessi dell’Europa che quelli di questo Paese».

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