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Il Dopo Legnini, la rosa di nomi di Cialente

Occorre un sostituto a Giovanni Legnini - eletto ieri come componente 'laico' del Csm - che aveva, come sottosegretario all'Economia, la delega per la ricostruzione dell'Aquila.

A chiederlo è il sindaco del capoluogo abruzzese, Massimo Cialente, che, a margine dell'inaugurazione del nuovo show room Orsolini, ha dichiarato di essere in costante contatto con il Governo sulla questione, facendo anche una rosa di nomi, tra i quali quello del vicepresidente della Giunta e assessore regionale alla ricostruzione, Giovanni Lolli, e quello della senatrice aquilana Stefania Pezzopane.

«Stanotte non ho dormito - ha confessato Cialente - da un lato sono contentissimo per Giovanni Legnini che credo meriti pienamente di svolgere questo ruolo, credo che sia un ruolo da condurre in un momento non facile anche per la magistratura italiana chiamata a partecipare al rilancio del Paese, credo che sia l'uomo giusto al posto giusto e lo dico diretto, l'ho detto ieri anche a lui, ci siamo sentiti, lui ha esordito 'Massimo mi dispiace', perché è chiaro che è stato un conflitto anche per lui, come è un conflitto per tutti noi, perché siamo chiamati a rispondere prioritariamente alla grande questione che la storia e il destino ha messo di fronte alla gente di questa regione, che è quello prioritario di ricostruire una città, un capoluogo della regione, che, credetemi, è una sfida enorme».

«Sono in stretto contatto con il Governo - ha spiegato - per far capire che abbiamo sperimentato la necessità assoluta di avere una persona a Roma che segua la vicenda del terremoto abruzzese con la consapevolezza e la conoscenza di quello che è successo. Noi abbiamo passato questo, all'inizio avevamo un riferimento sicuro in Gianni Letta, poi l'abbiamo avuto in Barca, poi abbiamo avuto Trigilia, bravissima persona, ma con lui è stata una esperienza fallimentare. Io ho fatto alcuni nomi: è chiaro a questo punto che chi conosce le cose sono Stefania Pezzopane, Giovanni Lolli, per assurdo, io a livello così, provocatorio, ho detto 'altrimenti Barca o Gianni Letta'. Sono i quattro nomi che in questo momento io vedo capaci, che hanno la conoscenza di quello che è successo: ricominciare daccapo sarebbe drammatico».