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«L’Aquila: esempio di un’Italia che non va»

«Per l’ennesima volta la nostra città è salita agli onori della cronaca nazionale. E, per l’ennesima volta, viene citata come esempio di un’Italia che non va, in questa caso per il crollo di un balcone del quartiere Case di Cese di Preturo. Crediamo sia giunto il momento di reagire». Così si esprimono in una nota i consiglieri comunali Raffaele Daniele (Udc), Emanuele Imprudente (L’Aquila Città Aperta), Guido Quintino Liris (Pdl), Alessandro Piccinini (Ncd), Daniele Ferella (Tutti per L’Aquila) dopo i recenti avvenimenti di cronaca avvenuti di recente. Torna il fantasma ‘scandalo’ per la città di L’Aquila.

«La Commissione consiliare “Controllo e Garanzia”, aveva già dimostrato, oltre ogni ragionevole dubbio, che alcune piastre avevano dei difetti di realizzazione a causa dei quali gli ignari inquilini si erano visti arrivare bollette più salate rispetto ad altri assegnatari che vivevano, invece, in alloggi realmente in classe energetica A.

Già da allora avevamo chiesto all’Amministrazione comunale di attivare una polizza fideiussoria, sottoscritta da chi aveva realizzato i quartieri Case, della validità di 10 anni, proprio per far sì che chi aveva realizzato piastre con difetti strutturali e provocato disagi ai cittadini ne rispondesse in solido».

«Oggi, con forza ancora maggiore, chiediamo che venga fatta sottoscrivere la polizza a chi ha realizzato con soldi pubblici abitazioni che, dopo soli 5 anni, vedono il crollo di un balcone. Chiediamo altresì di avviare delle perizie al fine di verificare che non vi siano pericoli per l’incolumità di altri assegnatari».

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